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Nel Molise il viaggio ‘virtuoso’ della plastica, con RES l’innovazione dell’economia circolare

Finanza, Sostenibilità, Industria
Nel Molise il viaggio ‘virtuoso’ della plastica, con RES l’innovazione dell’economia circolare
(Teleborsa) - Pensate a una bottiglia che, una volta riciclata, può essere scomposta per poi diventare qualcosa di completamente diverso come un maglione da indossare o una rotula di un ginocchio. Di questo si occupa RES (Recupero Etico Sostenibile) S.P.A., nata nel 1989 in Molise e ad oggi società leader nell’economia circolare, quotata sul mercato Euronext Growth Milan di Borsa Italiana.

Dal trattamento dei rifiuti alla produzione del CSS, dal biogas al fotovoltaico, fino al compost che restituisce nutrimento al terreno. Il motto dell’azienda è sempre stato quello di guardare ai rifiuti con occhi diversi, non come scarti ma come risorse in attesa di una seconda vita; operare per ridurre l’impatto ambientale e costruire un futuro in cui la circolarità diventa motore di un’economia più efficiente e rispettosa del Pianeta.


Secondo Antonio Lucio Valerio, amministratore delegato di Res, negli anni l’azienda si è evoluta puntando sempre molto sull’innovazione e sulla tecnologia. “Siamo sempre andati a cercare quei progetti che scelgono vie alternative. Oggi il mondo della plastica va verso il packaging o l’automotive, noi invece abbiamo sempre puntato a progetti per il riciclo chimico. - ha sottolineato Valerio - Questo tipo di processi sono caratterizzati dal fatto che dal polimero si torna al monomero, quindi permette ai materiali di essere scomposti in maniera molto semplice e di essere lavorati per poi ottenere materiali che non sono per forza uguali a quelli di partenza, ma che hanno la stessa qualità del vergine”.

“Ad oggi c’è una richiesta di polimeri molto importante dal processo di gestione rifiuti, sia perchè c’è un aspetto normativo che impone un minimo di riciclaggio all’interno del packaging, ma soprattutto c’è un aspetto di mercato che porta le aziende a soddisfare quelle che sono le richieste dei consumatori. Noi, tramite che le nostre attività, cerchiamo di andare a soddisfare quelle che sono le esigenze delle altre aziende”, ha concluso l’ad.

All’interno del centro di ricerca di RES vengono studiati i materiali raccolti e selezionati, questo grazie ad apparecchiature che studia quel materiale da un punto di vista meccanico, fisico e chimico. L’obiettivo è quello di poter capire come poter trasformare e riutilizzare quell’oggetto. Prendendo come esempio una semplice bottiglietta di acqua minerale, che viene scomposta per poi tornare ad essere nuovamente una bottiglietta o trasformarsi completamente. L’ingegnere Fabio Sebastiano, responsabile del reparto Ricerca e Sviluppo di RES, ci spiega in quanti modi può essere utilizzato quell’oggetto: “nell’ambito tessile, pensate alla possibilità di trasformare quella bottiglia in una t-shirt o applicarla in settori industriali differenti, che possono essere quello automobilistico o per esempio in applicazioni aeronautiche o trasformarla in contenitori e vaschette”.

Un progetto di frontiera su cui sta lavorando il Centro di Ricerca di RES è “l'utilizzo di un polimero, un materiale innovativo, biodegradabile e altamente compatibile a contatto con con il tessuto umano”. Lo studio in questione è legato all’utilizzo di questo materiale in ambito medico: la protesti. “Pensate alla possibilità di avere un oggetto che può essere impiantato nell’uomo, che può sostituire la vite o la rotula di un ginocchio. - ha spiegato Sebastiano - Un tessuto diciamo che può essere sviluppato in in maniera innovativa. Questo materiale consentirà ovviamente di aprirci a nuove frontiere anche nell'ambito medico e biomedico”.

Una delle grandi novità di RES è l’impianto di pirolisi che sorgerà a breve nell’area industriale di Pettoranello del Molise. Si basa su un processo di decomposizione termochimica ad alte temperature, in assenza di ossigeno. Una tecnologia innovativa che consentirà il recupero e la valorizzazione delle frazioni plastiche non meccanicamente riciclabili provenienti dall’impianto di selezione . “Si tratta di un processo virtuoso perchè lavora sui carburanti o sulle materie prime della plastica che altrimenti avrebbero necessità di componenti di natura petrolifera e quindi di una ulteriore estrazione. - ha commentato l’ingegnere Giuseppe Pucci, project manager dell’impianto pirolisi Res - in questo modo si recupera la componente valida già presente nelle plastiche, che altrimenti andrebbe su strade diverse, tipo la termovalorizzazione e quindi con ulteriore impatto ambientale negativo. Noi, così facendo, ricicliamo ciò che è già valido nelle plastiche di scarto”.

In sostanza, attraverso la pirolisi, materiali che oggi non trovano sbocchi di recupero potranno essere reinseriti in nuovi cicli produttivi, riducendo il ricorso alle risorse fossili e l’impatto ambientale complessivo. Il processo genera come output principale un olio pirolitico, destinato alle industrie chimiche per la produzione di nuovi polimeri impiegati nell’industria dei beni di consumo. In questo modo, il rifiuto plastico si trasforma in una risorsa strategica, contribuendo alla chiusura del ciclo dei materiali e alla transizione verso modelli produttivi più sostenibili, efficienti e responsabili.
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