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Servizi finanziari 2026: CEO ottimisti tra crescita, AI e strategie di M&A

Economia
Servizi finanziari 2026: CEO ottimisti tra crescita, AI e strategie di M&A
(Teleborsa) - I CEO del settore finanziario guardano al 2026 con cauto ottimismo: il 59% prevede prospettive positive per il settore, nonostante solo il 27% abbia fiducia nell’economia globale. Nove su dieci stimano crescita di ricavi, redditività e produttività, sebbene il 23% tema aumenti dei costi. È quanto emerge dall’ultima edizione della EY CEO Outlook Survey, indagine
trimestrale condotta su 240 CEO del settore dei servizi finanziari in 21 Paesi, tra cui l’Italia.

L’intelligenza artificiale si conferma motore principale di resilienza e trasformazione: il 45% dei CEO la considera cruciale, con un quarto che segnala risultati superiori alle aspettative e il 63% che prevede miglioramenti significativi nelle operations. Generative AI, machine learning e agenti AI sono le tecnologie più impattanti, mentre il 76% dei board monitora l’ROI dei progetti AI come i risultati finanziari. Governance e implementazione etica sono priorità: il 90% delle aziende ha definito responsabilità chiare sui progetti AI e l’84% privilegia un’adozione responsabile, anche a scapito di benefici economici.

Leonardo Galimberti, Italy AI & Data Financial Services Lead di EY, afferma: "Con il passaggio dell’intelligenza artificiale dai progetti pilota a una implementazione su larga scala, gli operatori finanziari si posizionano come leader nella governance dell’AI, integrando le necessarie misure di controllo man mano che queste tecnologie vengono incorporate nelle strategie operative e di business. Nove CEO su dieci riportano l’esistenza di framework di governance a livello di consiglio di amministrazione, rispetto a otto su dieci negli altri settori: questo indica che il settore dei servizi finanziari sta definendo lo standard per la governance dell’intelligenza artificiale nel 2026".

Il talento resta al centro della trasformazione guidata dall’AI: l’87% dei CEO è ottimista sulla capacità di attrarre e trattenere personale, e il 60% prevede che gli investimenti in AI manterranno o aumenteranno l’occupazione nel 2026.

Le strategie dei CEO riflettono un’intensa attività di M&A, joint venture e partnership per fronteggiare l’incertezza globale: il 49% prevede acquisizioni, l’84% alleanze strategiche, mentre circa un terzo ha rimandato investimenti e il 24% è entrato in nuovi mercati. Le operazioni sono guidate da digitalizzazione, crescita dei ricavi e engagement con i clienti, con gli Stati Uniti come principale destinazione degli investimenti, seguiti da Regno Unito, Canada, Singapore e Germania.

Andrea Ferretti, Italy Clients & Industries Leader for Financial Services di EY commenta: "Nonostante le condizioni geopolitiche e macroeconomiche complesse, il management degli intermediari finanziari italiani sta agendo per rafforzare il posizionamento delle proprie aziende ricercando economie di scopo e di scala, come evidenziato in primis dal consolidamento in corso sul settore bancario. Inoltre, nel percorso di trasformazione digitale, emerge con forza un modello di collaborazione crescente tra incumbent ed ecosistema FinTech (inteso in senso lato ovvero considerando anche le InsurTech, le TechFin, le WealthTech, etc). Attraverso partnership e/o acquisizioni, si trasformano prodotti e servizi, per abilitare efficienza operativa, per adottare soluzioni basate sull’AI, per diversificare il business e aggredire nuovi segmenti di clientela".
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