Mimit, sale all'87% la quota dei distributori che ha ridotto i prezzi
Pichetto Fratin: "Sulla durata del decreto per il blocco delle accise sul carburante vediamo man mano"
(Teleborsa) - Mentre con l'escalation in Medio Oriente l'allerta per i possibili choc su petrolio e gas resta elevata, in Italia cominciano a vedersi gli effetti
taglio delle accise disposto dal Governo. Cresce, infatti, in modo significativo la platea dei distributori che ha ridotto i prezzi di benzina e gasolio. Nel dettaglio, secondo l'ultima rilevazione delle ore 15 dell'Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, l'87,7% degli impianti lungo la rete stradale e autostradale ha adeguato al ribasso i propri prezzi, in aumento rispetto a quasi il 60% rilevato stamattina.
L'adeguamento dei listini – rileva il Mimit – si riflette anche sul prezzo medio dei carburanti: alle ore 15, il prezzo medio in modalità self-service sulla rete stradale nazionale si è attestato a 1,712 euro al litro per la benzina e a 1,958 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, il prezzo medio self è stato pari a 1,788 euro al litro per la benzina e a 2,030 euro al litro per il gasolio.
Nel contempo – comunica il Mimit – si è più che dimezzata, dall'11,4% al 4,5%, la percentuale degli impianti che, oltre a non aver ancora adeguato i prezzi al taglio delle accise, li aveva aumentati: questo anche grazie ai controlli della Guardia di Finanza disposti dal Garante per la sorveglianza dei prezzi ai sensi del nuovo regime speciale previsto dal decreto-legge approvato dal Governo. Controlli che proseguiranno su tutta la rete e lungo la filiera e i cui esiti saranno trasmessi anche all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per l'eventuale avvio di procedimenti sanzionatori e, nei casi di rilevanza penale, all'autorità giudiziaria.
Previsto poi per lunedì mattina, al Mimit, un nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sull'andamento dei prezzi dei carburanti, dell'inflazione e sulle possibili ripercussioni nell'approvvigionamento di materie prime critiche.
Ma l'attenzione è puntata soprattutto sul gas. Secondo il governo del Qatar gli attacchi iraniani contro l'impianto di Ras Laffan ridurranno del 17% in cinque anni la capacità di esportazione di gas naturale, causando al Paese una perdita di 20 miliardi di dollari di entrate annuali. Un dato preoccupante per l'Italia che dipende da Doha per una parte rilevante del proprio approvvigionamento di gnl. Nessuna informazione, per il momento, è comunque arrivata su una possibile proroga della forza maggiore per le forniture di gas da QatarEnergy a Edison. "Non abbiamo ulteriori comunicazioni ufficiali", ha commentato il ceo della società Nicola Monti dopo la notifica del verificarsi di un evento di forza maggiore, a seguito del quale QatarEnergy aveva informato Edison che non potrà adempiere ai propri obblighi contrattuali relativi ad alcune consegne di carichi di gnl previste a partire dall'inizio di aprile. Ras Laffan è il più importante porto per l'esportazione di gnl con due impianti per l'estrazione dell'elio che rendono il Qatar uno dei massimi produttori mondiali.
"Stiamo parlando con tutti. Direttamente, tramite le nostre imprese e tramite Eni – ha spiegato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia stesse dialogando a questo punto con Algeria, Azerbaigian, Stati Uniti per le forniture di gnl dal Qatar –. Cerchiamo di agevolare le iniziative delle nostre imprese private". Potrebbe essere letta in questa chiave la missione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni il prossimo mercoledì 25 marzo in Algeria per spingere, secondo quanto riporta Bloomberg, le forniture. "Per le forniture di gas dall' Algeria – spiega all'Ansa un portavoce dell'Eni – stiamo ricevendo quantità nel perimetro dei contratti esistenti secondo le disponibilità del Paese". Il ministro Pichetto ha detto che nei prossimi dieci giorni saranno mantenuti gli attuali livelli di approvvigionamento.
Per fronteggiare l'emergenza di questi giorni Pichetto ha ribadito che sulla durata del decreto sulle accise appena entrato in vigore per venti giorni "vediamo man mano, perché non sappiamo quale sarà il quadro fra 20 giorni".
Anche altri paesi, come la Spagna, e perfino il Brasile, paese produttore, stanno decidendo le linee di difesa contro la crisi petrolifera. Il greggio oggi è rimasto sotto i livelli di guardia come il complesso delle piazze finanziarie e dei mercati obbligazionari ma proseguono i continui allarmi. Da ultimo quello dell'Arabia Saudita, secondo cui il prezzo del petrolio potrebbe schizzare fino a 180 dollari al barile, nel caso in cui il nodo energetico dovesse protrarsi oltre aprile.
(Foto: David ROUMANET / Pixabay)
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