(Teleborsa) - "
Intervenire sull’emergenza non rappresenta mai una soluzione definitiva, ma solo una
risposta temporanea. È necessario
adottare una visione di lungo periodo, come insegnava Alcide De Gasperi, orientata alle esigenze delle future generazioni e capace di superare la contingenza". Così
Roberto Pella, deputato di Forza Italia in Commissione Bilancio della Camera, nel corso del
Cnpr forum "Instabilità e caro energia: priorità imprese e famiglie per tutelare la crescita”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.
Per il deputato forzista occorre "essere consapevoli che il
costo dell’energia è destinato a crescere nel tempo e, per questo, è indispensabile rafforzare una
strategia condivisa a livello internazionale, coinvolgendo non solo i Paesi del Mediterraneo, ma anche il Nord Europa e le realtà del Golfo".
"Occorre
diversificare le fonti e individuare
soluzioni alternative ai modelli tradizionali, - ha aggiunto -
investendo su innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica. In questa direzione, il Governo sta operando con attenzione, anche in un quadro di collaborazione con l’Unione europea. Ridurre il costo dell’energia è fondamentale per sostenere famiglie e imprese, oggi fortemente penalizzate. In questo contesto, anche il nucleare può rappresentare una possibile leva per rafforzare la competitività del sistema produttivo e garantire stabilità nel lungo periodo”.
Lavorare in sinergia con l’UE è prioritario per
Marco Simiani, parlamentare del Partito Democratico in Commissione Ambiente a Montecitorio. "Per affrontare l’attuale fase di instabilità è necessario
agire su due livelli: quello strategico di lungo periodo e quello immediato. Sul piano strutturale, occorre definire una visione chiara e stabile del rapporto con l’Europa: non possiamo restare in una posizione intermedia né immaginare un ritorno alle fonti fossili. La vera indipendenza energetica nasce dalla pianificazione condivisa, con l’obiettivo di
costruire una sovranità energetica sempre più europea e integrata. Nel breve periodo, è fondamentale rafforzare il
coordinamento tra gli Stati membri per attivare misure concrete, come incentivi fiscali e strumenti a sostegno dell’efficientamento energetico e della diffusione delle fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, è opportuno
affrontare il tema degli extraprofitti, valutando, anche nel confronto con l’Europa, la possibilità di destinare tali risorse a investimenti strategici per la transizione energetica. Un approccio integrato tra visione europea e interventi nazionali può contribuire a ridurre i costi per famiglie e imprese, garantendo stabilità e sostenibilità al sistema economico”.
Secondo
Andrea Barabotti, esponente della Lega in Commissione Attività produttive della Camera, "l’attuale instabilità impone di adottare
strategie diversificate per garantire al Paese un approvvigionamento energetico a costi sostenibili. È necessario intervenire nell’immediato per
fronteggiare le emergenze, come nel caso delle tensioni legate allo stretto di Hormuz. Allo stesso tempo, è fondamentale
agire sui fattori strutturali che incidono sul prezzo dell’energia, a partire dal differenziale tra il mercato italiano ed europeo del gas e dal
funzionamento del sistema ETS, affinché non contribuisca alla formazione dei prezzi. In questa prospettiva con il recente
decreto bollette abbiamo messo in campo sia interventi di tipo strutturale che norme di carattere più emergenziale che sono intervenute con un approccio redistributivo della ricchezza a vantaggio famiglie più fragili e delle imprese più esposte. È necessario
procedere con l’approvazione del ddl sul nucleare e con il rafforzamento delle infrastrutture strategiche, riducendo la dipendenza esterna e aumentando l’autonomia energetica nazionale, così da garantire stabilità nel lungo periodo e maggiore competitività al sistema produttivo".
Una
visione opposta viene espressa dalla deputata pentastellata
Emma Pavanelli, secondo cui "in materia di politica energetica è necessario continuare a
puntare con decisione sulle fonti rinnovabili, superando le criticità normative che negli ultimi anni hanno rallentato gli investimenti e generato incertezza tra le imprese. Occorre inoltr
e individuare risorse adeguate a rispondere alle esigenze reali del sistema produttivo. Oggi, più che sulle rinnovabili in sé, la sfida si concentra sulle tecnologie di accumulo, in particolare sulle batterie, che rappresentano un elemento strategico per garantire stabilità ed efficienza. È fondamentale
sostenere concretamente le imprese, anche attraverso strumenti come
Transizione 5.0, atteso da tempo e capace di dare impulso alla crescita se reso realmente efficace. Tuttavia, l’attuale andamento a intermittenza delle politiche industriali rischia di penalizzare il tessuto produttivo. Serve quindi
un’azione coordinata: da un lato lo sviluppo delle rinnovabili, dall’altro misure di supporto alle imprese. In questo contesto, anche il sistema bancario è chiamato a fare la propria parte, offrendo un sostegno alle Pmi, motore dell’economia nazionale".
Nel corso dei lavori, moderati da
Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da
Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara. "In uno scenario internazionale instabile, caratterizzato da costi energetici elevati e margini sempre più ridotti, - ha affermato - è necessario adottare
strategie efficaci per sostenere il sistema produttivo, intervenendo sia sull’emergenza sia sul rafforzamento degli strumenti per la crescita e la competitività nel medio periodo. Si tratta di una
responsabilità condivisa che coinvolge
istituzioni, sistema bancario e operatori di mercato. Sostenere le imprese è fondamentale per preservarne la competitività e favorire lo sviluppo economico, mentre il
supporto alle famiglie è essenziale per contrastare il calo demografico, ridurre le disuguaglianze e sostenere la domanda interna".
Le conclusioni sono state affidate a
Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili. “Questa rappresenta la sfida centrale della politica economica contemporanea.
Non si tratta di scegliere tra due opzioni, ma di gestire un
equilibrio tra interventi immediati e strategie di medio periodo. Da un lato è necessario contenere gli effetti della crescita dei costi energetici, dall’altro bisogna preservare la capacità delle imprese di competere in un contesto sempre più orientato alla transizione digitale e alla decarbonizzazione. Limitarsi a interventi emergenziali può attenuare le difficoltà, ma non risolve il problema strutturale; allo stesso tempo, puntare esclusivamente sugli investimenti di lungo periodo rischia di sostenere realtà che potrebbero non superare la fase attuale. Per questo è fondamentale
adottare un approccio integrato e condizionato, capace di trasformare il sostegno immediato in un volano per la crescita, incentivando al tempo stesso efficienza, innovazione e sostenibilità”.