(Teleborsa) - La
strategia "Unlocked" di
UniCredit per
Commerzbank "sarebbe un nuovo capitolo, mentre una
fusione riscriverebbe la storia,
mandando un chiaro segnale non solo alla Germania, dove verrebbe creato leader con la fusione con HVB, ma all'Europa intera, creando un benchmark per altri soggetti e facendo nascere quello che serve alla Germania e all'UE con una banca più grande, competitiva e redditizia". Lo ha detto l'
AD Andrea Orcel nella call di presentazione dell'approccio volto alla creazione di valore per l'istituto tedesco.
"Uniremo due istituti complementari e
creeremo un istituto a prova di futuro, in grado in competere con le altre banche e i nuovi soggetti fintech che entrano nel mercato", ha aggiunto.
Nel corso della presentazione, Orcel ha spiegato che HVB (la controllata tedesca di UniCredit) e Commerzbank "sono altamente complementari, sia geograficamente che per quanto riguarda la clientela servita", che Commerzbank "rafforzerebbe significativamente la propria offerta di prodotti e il livello di servizio" e che "la
Germania diventerebbe il paese numero 1 del Gruppo" (in base all'utile netto previsto per il 2030), con circa il 95% delle decisioni prese a livello locale e un ruolo chiave nella definizione delle strategie complessive del Gruppo.
Quando gli è stato chiesto della prospettiva di ottenere il controllo di Commerzbank, Orcel ha spiegato che "
in Europa ci sono due interpretazioni di controllo, una più stretta che fa riferimento a una partecipazione di 50% più una azione con cui vai in assemblea a decidere e puoi controllare il business day to day; in Germania, basta avere la quota per avere un controllo strutturale dell'assemblea: questo tiene in considerazione gli azionisti che strutturalmente votano nell'assemblea, quindi non c'è risposta chiara, ma se guardiamo al passato il numero è all'incirca al 40%".
In merito alla fusione, l'AD di UniCredit ha detto che "se finiamo nello scenario due, ovvero quello in cui controlliamo la banca avendo un ritorno sull'investimento superiore al cost of equity, e ci muoviamo verso la fusione, due cose accadono: a causa del sovrapporsi di norme tedesche ed europee,
non avremo autorizzazioni fino al secondo trimestre del 2027, un anno dopo il closing; se saremo in quello scenario, terremo Commerzbank distinta e indipendente, ci servirebbero 18-24 mesi, anche perché non avrebbe senso fare la fusione prima di sistemare alcune cose in quanto non vogliamo cerare difficoltà per HVB che sta lavorando bene.
La fusione, nel migliore dei casi, avverrebbe nel 2029 e quello che accade tra la seconda metà del 2027 e 2029 è che lavoreremo al piano Unlocked".
"Quello che abbiamo fatto in Romania l'abbiamo fatto in 9 mesi, è ovvio che si tratta di un paese più piccolo, ma è stato significativo, aumentando i clienti e l'offerta nel frattempo - ha aggiunto - Possiamo una
fusione completa in un paio di anni, ma pensiamo meno".
L'
esito dell'OPS di UniCredit su Commerzbank "
dipende dal livello di adesione, che a sua volta influisce, insieme a una maggiore trasparenza da parte di Commerzbank, su una
possibile revisione dell'offerta", ha indicato Orcel. Il banchiere ha delineato due possibili scenari post offerta. Nel nel primo UniCredit rimane al di sotto della soglia di controllo, "che possiamo gestire se raggiungiamo una percentuale che non assicura ritorni superiori al nostro costo del capitale", mentre il secondo si raggiunge "una percentuale che assicura ritorni superiori al costo del capitale" e consente "una transazione strategicamente e industrialmente valida". Unicredit considererà una revisione dei termini dell'offerta per Commerzbank "solo a valle di un confronto serio e dettagliato con Commerzbank, che non ha avuto luogo", ha spiegato.
"Da punto di vista finanziario, il miglior scenario è quello dove rimaniamo dove siamo o saliamo appena sopra il 30%, perché il ritorno di quell'investimento ci rende di più - ha spiegato - Nel tempo la relativa valutazione si muoverà in nostro favore, in un medio termine di 2-3 anni. In ogni caso, non pensiamo peggiorerà. Quindi lo scenario uno batte il due, ma siamo anche qui per gestire un istituto e fare quello che è industrialmente giusto, e comunque lo scenario due supera il ritorno che deriva dall'acquistare le azioni proprie, quindi
faremo quello che è strategicamente e industrialmente giusto".
Pressato dagli analisti sul premio da molti definito troppo basso, Orcel ha fatto notare che il consensus prevede già una performance superiore di oltre il 5% rispetto alle stime del piano Momentum di Commerzbank e che la valutazione della banca tedesca incorpora già una rivalutazione di circa 20 punti percentuali rispetto al settore, avvenuta dopo l'investimento di UniCredit, con ulteriori upside non sono stati esplorati a causa della mancanza di engagement. "Scambiava con uno sconto del 22% sul settore e oggi è azzerato,
nessuna banca ha fatto un re-rating così forte, nemmeno noi - ha detto l'AD di UniCredit - Crediamo che questo è
soprattutto grazie alle speculazioni sull'M&A. Se guardiamo alla performance dell'utile 2025 o al trend al 2028 non c'è nulla che porterebbe a questo re-rating, quindi pensiamo che si aggiusterà e che premio è già lì".