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Banca Progetto, perdita di 183 milioni nel 2025. Siani (Bankitalia): negli anni "gravi carenze"

L'audizione

Banche, Economia
Banca Progetto, perdita di 183 milioni nel 2025. Siani (Bankitalia): negli anni "gravi carenze"
(Teleborsa) - Banca Progetto ha registrato una perdita di 182,6 milioni di euro nel 2025, "ascrivibile principalmente al deterioramento del portafoglio creditizio, che determina l'azzeramento dei fondi propri". Lo ha riferito il Capo Dipartimento Vigilanza Bancaria e finanziaria della Banca d'Italia, Giuseppe Siani, in audizione alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.

Gli esiti della due diligence condotta dalle cinque banche significative italiane (UniCredit, Intesa, MPS, BPM, BPER) in relazione alle perdite potenziali derivanti dalle necessità di classificazione a default del portafoglio creditizio nonché dai rischi legali connessi con gli affidamenti, stimano in 750 milioni di euro il fabbisogno patrimoniale della banca necessario a ripristinare i coefficienti patrimoniali minimi e a garantire margini adeguati rispetto ai requisiti prudenziali della banca risanata; restano a carico del FITD le garanzie rilasciate a fronte dei rischi connessi con le cessioni di attività e le possibili perdite su posizioni non performing non cedute.

"Il piano strategico formulato dalle cinque banche acquirenti (2026-2030) prevede il ritorno alla redditività, ancorché modesta, a partire dal 2027, mediante la semplificazione del modello operativo, che rimarrebbe orientato alla concessione di prestiti alle PMI assisiti da garanzia pubblica, in assenza comunque di obiettivi di crescita e previo rafforzamento dei processi di selezione e monitoraggio degli impieghi - ha detto Siani - Sono inoltre previsti il rafforzamento delle politiche creditizie e delle funzioni di controllo interno, e la graduale sostituzione della raccolta estera con quella domestica".

Siani ha riperso nella sua audizione tutte le tappe della storia della banca degli ultimi anni, culminata il 31 marzo con l'assemblea per la nomina dei nuovi organi sociali e la fine della procedura di amministrazione straordinaria. Viene anche ricordato che, il 24 marzo scorso, i commissari, in relazione ai rischi legali in capo a Banca Progetto connessi con le sanzioni pecuniarie che potrebbero scaturire in caso di accertamento di responsabilità ai sensi del D.lgs. 231/2001, hanno depositato presso la Procura della Repubblica di Milano l'istanza di patteggiamento per l'applicazione di una pena concordata pari alla confisca per 40 milioni di euro e di una sanzione pecuniaria per circa 46 mila euro.

La storia recente dell'istituto inizia a dicembre 2015, quando la BCE autorizza il fondo di private equity statunitense Oaktree ad acquisire il controllo della Banca Popolare Lecchese, istituto locale di piccole dimensioni con problemi di capacità reddituale, dotazione patrimoniale e rischio creditizio. Nel 2016 la banca assume il nome di Banca Progetto; opera tramite due sportelli e una rete di 53 agenti e 60 mediatori. "Nel triennio successivo non riesce a risolvere le citate debolezze, a causa anche della forte instabilità nelle strutture di governo, con l'avvicendamento di tre amministratori delegati e di due presidenti", ha sottolineato Siani.

A partire dal dicembre 2018, a seguito della nomina di un nuovo AD, la banca avvia una profonda revisione del proprio modello operativo e definisce un nuovo piano industriale incentrato su un modello di "banca specializzata". Nel periodo pandemico questo modello operativo consente di sostenere le imprese affidate anche a distanza e di contenere i tempi di erogazione dei finanziamenti, favorendo una rapida espansione degli impieghi: dal dicembre del 2019 al dicembre 2021 gli impieghi garantiti dal FCG e dalla SACE erogati dalla banca alle PMI aumentano in media di oltre il 300 per cento all'anno, contro il 185 per cento registrato dall'intero sistema bancario. Questa espansione determina un rilevante miglioramento della redditività, da 7 milioni di euro di perdita nel 2019 a un utile di 41 milioni nel 2021. Oaktree sostiene tale sviluppo operativo con ulteriori aumenti di capitale per complessivi 37 milioni di euro nel biennio 2019-2020, senza percepire dividendi. Nel triennio 2019-2021 la Banca d'Italia convoca comunque periodicamente i vertici aziendali e le funzioni di controllo, al fine di verificare il rafforzamento dei controlli interni e delle infrastrutture informatiche.

In particolare, la Banca d'Italia conduce accertamenti ispettivi tra novembre 2021 e febbraio 2022. L'ispezione si conclude con un giudizio "parzialmente sfavorevole": Banca d'Italia, pur mostrando risultati reddituali positivi e un CET1 Ratio stabilmente sopra il 19 per cento, non presenta un'organizzazione adeguata a sostenere la rapida crescita degli attivi avviata a seguito della pandemia. Vengono inoltre rilevate carenze nell'intero processo creditizio: i crediti deteriorati passano dall'1,1 per cento degli impieghi alla fine del 2020 al 2,4 per cento alla fine del 2021; si tratta comunque di un valore inferiore alla media del sistema (pari al 3,5 per cento per le banche meno significative), ma in rapida crescita, tenuto contro soprattutto della recente data di erogazione di gran parte degli impieghi. Significative carenze vengono rilevate anche nei principali presidi e controlli antiriciclaggio della banca.

La situazione precipita a ottobre 2024, quando la Banca d'Italia riceve dal Tribunale di Milano il provvedimento con il quale, su richiesta della Procura della Repubblica/Direzione Distrettuale Antimafia, viene disposta la nomina di un amministratore giudiziario presso Banca Progetto con il mandato di effettuare ampie verifiche sull'assetto organizzativo e sui processi adottati per l'erogazione del credito e di assumere le necessarie misure rimediali. Il provvedimento si fonda sulla constatazione dell'erogazione di finanziamenti per circa 10 milioni di euro assistiti da garanzia statale in favore di società riconducibili a soggetti legati alla criminalità organizzata.

A luglio 2025 il Tribunale di Milano dispone la revoca dell'Amministrazione Giudiziaria in anticipo rispetto ai 12 mesi inizialmente previsti, aprendo la strada alla risoluzione della vicenda con l'operazione di risanamento del FITD.

Il giudizio espresso da Siani in audizione è stato comunque molto duro. In un passaggio ha detto, in relazione all'accertamento ispettivo avviato il 31 ottobre 2024, che l'ispezione, condotta fino al 4 aprile 2025, "rileva una serie di gravi carenze: le rassicurazioni fornite nel tempo dagli organi di vertice, dal Collegio sindacale e dalle funzioni di controllo si rivelano non del tutto coerenti con la realtà aziendale".
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