BCE, Lagarde: "Abbiamo riportato l'inflazione al 2% e rafforzato la resilienza dell’area euro"
(Teleborsa) - Nel presentare il Rapporto annuale 2025 della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde ha descritto un anno decisivo: l’inflazione è tornata all’obiettivo del 2% dopo i picchi del 2022 causati da pandemia e crisi energetica legata alla guerra in Ucraina.
La BCE ha risposto con il più forte rialzo dei tassi della sua storia (+450 punti base tra luglio 2022 e settembre 2023), mantenendo una linea restrittiva finché necessario. La strategia ha funzionato: già da metà 2024 è iniziato un allentamento e nel 2025 il processo di disinflazione era ben avviato. Nel corso dell’anno, i tassi sono stati ridotti di 100 punti base in quattro mosse, fino al 2% a giugno, con decisioni prese riunione per riunione sulla base dei dati (inflazione attesa, inflazione di fondo e trasmissione della politica monetaria).
Un nuovo shock, ha spiegato la presidente dell'Eurotower, è arrivato dagli Stati Uniti con l’introduzione di dazi, che ha aumentato l’incertezza. Tuttavia, l’impatto inflazionistico è stato contenuto grazie all’assenza di forti ritorsioni europee e all’apprezzamento dell’euro.
Nonostante il contesto globale difficile, l’economia dell’area euro ha mostrato una solida tenuta: la crescita ha raggiunto l’1,4%, superiore alle attese, trainata interamente dalla domanda interna. Dopo un impulso temporaneo delle esportazioni, indebolite poi dai dazi e dalla perdita di competitività, il sostegno principale è arrivato da consumi e soprattutto investimenti. Le imprese hanno aumentato la spesa in intelligenza artificiale, software e digitalizzazione, mentre a fine anno ha contribuito anche l’aumento della spesa per la difesa in Germania.
Con inflazione sotto controllo e aspettative ben ancorate, da luglio la BCE ha mantenuto i tassi invariati, riportando la politica monetaria su un orientamento neutrale ma pronta a reagire a eventuali nuovi shock.
Nel 2025, ha sottolineato Lagarde, è stata inoltre aggiornata la strategia di politica monetaria: confermato l’obiettivo simmetrico del 2% e rafforzato l’impegno a intervenire con decisione sia in caso di inflazione troppo alta sia troppo bassa, tenendo conto anche dei rischi e dell’incertezza.
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