Bce, Schnabel: pronta a fare ciò che è necessario per riportare inflazione a obiettivo 2%
Indipendenza banca centrale non preferenza tecnocratica ma vitale per proteggere valore della moneta
(Teleborsa) - Anche nell'area dell'euro "ancora una volta l'inflazione sta aumentando in maniera considerevole al di sopra del livello obiettivo, in risposta ad un altro shock avverso sul lato dell'offerta. Il Consiglio direttivo (della Bce) ha messo in chiaro di essere pronto a fare tutto quello che è necessario per riportare l'inflazione al suo obiettivo del 2%. Se lo shock dei prezzi dell'energia dovesse ampliarsi, la politica monetaria dovrà inasprirsi per contenere il rischio di effetti di secondo livello che possano minacciare la stabilità dei prezzi. Questo rischio è aumentato nelle ultime settimane". Lo ha affermato Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo della Bce nel suo intervento oggi a Londra, alla quinta edizione della lettura annuale in onore di Charles Goodhart.
Un messaggio restrittivo sui tassi, che la Bce ha da poco confermato al 2%, lanciando tuttavia messaggi su un possibile rialzo nella riunione del 10 e 11 giugno.
Secondo l'esponente della Bce, dato che è probabile che questo tipo di shock diventino piè frequenti "è imperativo salvaguardare attentamente la capacità delle banche centrali di stringere la linea quando il mandato lo richiede". E su questo, non solo per la Bce, ma per le banche centrali in generale vi sono due tipi di rischi. Il primo è quello su cui Schnabel ha aperto il suo intervento: "l'indipendenza delle banche centrali è a rischio. Questo è stato il messaggio chiave di Jerome Powell alla sua ultima conferenza stampa da presidente della Federal Reserve, citando gli attacchi legali" da parte dell'amministrazione Trump. Un rischio legato alle ingerenze dirette della politica.
Gli altri due sono rischi che potrebbero riguardare maggiormente anche l'area euro: i rischi di "dominanza di bilancio" e i rischi di "dominanza finanziaria".
Schnabel ha guardato in particolare a quelli di dominanza di bilancio, che specialmente in Germania e nei Paesi nordici vengono inquadrati nel fatto che la linea della Banca centrale possa essere limitata nella sua capacità di azione dall'esigenza di evitare effetti destabilizzanti sui titoli di Stato, nel caso in cui il bilancio pubblico sia sotto stress.
"Se dovessero intensificarsi dubbi sulle traiettorie di bilancio - ha detto - i premi di rischio sui titoli di Stato che sono già aumentati in maniera rilevante potrebbero crescere ancora. Questo potrebbe imporre costrizioni alla politica monetaria, dato che tassi più alti potrebbero minacciare la sostenibilità di bilancio".
Bisogna invece "salvaguardare i margini di manovra delle banche centrali dalle forze" che rischiano di eroderli. E questo richiede che i governi mettano le finanze pubbliche "su traiettorie autenticamente sostenibili - ha proseguito Schnabel - richiede ai regolatori di resistere alle pressioni per smantellare l'architettura seguita la crisi del 2008 - questo più un chiaro riferimento alle richieste di allentare i requisiti di solidità patrimoniale delle banche - e richiede anche di disciplina dalla parte delle banche centrali per restare fermamente legate ai loro mandati".
"L'alternativa, consentire alla dominanza di bilancio, alla dominanza fiscale, di erodere silenziosamente spazi per la politica monetaria, consentirebbe progressivamente di perdere indipendenza e di portare a maggiore inflazione e a meno crescite economica. L'indipendenza della Banca centrale non è una preferenza dei tecnocrati. È un impegno a proteggere il valore della moneta - ha concluso - a beneficio di tutti".
```