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PIL, Italia meglio della Francia ma peggio di Spagna e Germania

Economia
PIL, Italia meglio della Francia ma peggio di Spagna e Germania
(Teleborsa) - Segno più per il Pil italiano nel primo trimestre. Lo rende noto l'Istat nella nota sull’economia italiana spiegando che nel primo trimestre dell'anno il ciclo economico internazionale è caratterizzato da un marcato dinamismo della regione asiatica, una buona performance degli Stati Uniti e una persistente debolezza in Europa.

I dati disponibili - precisa l'Istituto - incorporano solo in parte gli effetti del conflitto in Medio Oriente, che sta determinando una forte riduzione nell’offerta e un marcato rialzo dei prezzi delle materie prime energetiche. Le prospettive restano incerte, strettamente legate alla durata della guerra e ai suoi effetti sul mercato energetico.

Il Pil italiano, è cresciuto, secondo la stima preliminare del primo trimestre 2026, dello 0,2% su base congiunturale, proseguendo il percorso di espansione iniziato nel secondo semestre 2025. La performance dell’economia italiana è stata migliore di quella francese (+0,0%) ma peggiore di quella spagnola e tedesca (rispettivamente +0,6% e +0,3%, A marzo, l’indice destagionalizzato della produzione industriale ha segnato il secondo incremento consecutivo in termini congiunturali (+0,7%, dopo +0,2% a febbraio). Nella media del primo trimestre la produzione è, tuttavia, leggermente diminuita rispetto ai tre mesi precedenti (-0,2%).

Sul mercato del lavoro, scende lievemente il numero di occupati a marzo (-0,1% rispetto a febbraio), attestandosi a 24 milioni e 124mila unità. Il calo coinvolge le sole donne, i 15-24enni e chi ha almeno 50 anni di età. Per posizione professionale, l’occupazione si riduce tra i dipendenti a termine e tra gli autonomi. Nel primo trimestre 2026, la dinamica congiunturale degli occupati risulta in lieve crescita
(+0,1%).

Ad aprile, secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è aumentato in Italia del 2,9% su base tendenziale, con una accelerazione (+1,6% a marzo) causata dai recenti eventi internazionali, avvicinandosi alla media dell’area euro (+3,0% ad aprile; +2,6% a marzo).
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