(Teleborsa) -
Seduta in rialzo per i mercati azionari europei, Piazza Affari compresa, con l'attenzione sui titoli tecnologici nel giorno della trimestrale di
Nvidia, attesa a mercati chiusi. Sul fronte geopolitico, i colloqui tra Stati Uniti e Iran sembrano in stallo, ma il transito di alcune navi attraverso lo Stretto di Hormuz ha favorito un calo del prezzo del Brent, pur mantenendosi su livelli elevati. Sul fronte commerciale, l'UE ha
chiuso l'atteso accordo sui dazi con gli Stati Uniti.
Per quanto riguarda i dati macroeconomici, nell'
Eurozona ad aprile l'
inflazione headline è stata
confermata a +3% a/a (da +2,6% di marzo) e quella core a +2,2% (da +2,3%), con il carovita trainato dai prezzi alla pompa del carburante e dalle bollette energetiche, mentre la marginale flessione dell'inflazione sottostante ha origine da un effetto base favorevole per le tariffe aeree.
Resta alta l'attenzione sui rendimenti dei titoli di Stato, oggi in calo ma sui livelli alti, con i mercati che stanno operando in un
regime di disallineamento tra azioni e tassi di interesse, superficialmente dominato dal rischio geopolitico ma, più fondamentalmente, da una ridefinizione dei prezzi del ciclo monetario in risposta a un'inflazione percepita come più persistente. "La
stretta monetaria è ormai evidente, con il rendimento dei titoli decennali statunitensi in rialzo di 75 punti base dalla fine di febbraio e i tassi a lungo termine tornati a livelli che non si vedevano dal 2007 - commentano gli analisti di TP Icap Midcap - Questa mossa non dovrebbe essere interpretata come un semplice shock, ma piuttosto come il riflesso di un più profondo riancoraggio delle variabili macroeconomiche (inflazione, debito, politica monetaria). Per sua natura, il mercato obbligazionario si adegua lentamente, ma con implicazioni più strutturali: quando si inasprisce, segnala un cambiamento di regime che probabilmente influenzerà in modo duraturo il costo del capitale, l'asset allocation e, in ultima analisi, la traiettoria di crescita".
Nessuna variazione significativa per l'
euro / dollaro USA, che scambia sui valori della vigilia a 1,16. L'
Oro mostra un timido guadagno, con un progresso dello 0,24%. Giornata da dimenticare per il
petrolio (Light Sweet Crude Oil), che scambia a 102,5 dollari per barile, con un ribasso dell'1,60%.
In forte calo lo
spread, che raggiunge +71 punti base (-4 punti base), con il
rendimento del BTP a 10 anni che si posiziona al 3,84%.
Tra le principali Borse europee denaro su
Francoforte, che registra un rialzo dell'1,25%, resistente
Londra, che segna un piccolo aumento dello 0,62%, e bilancio decisamente positivo per
Parigi, che vanta un progresso dell'1,30%.
Segno più per il
listino italiano, con il
FTSE MIB in aumento dell'1,16%, invertendo la tendenza rispetto alla serie di tre ribassi consecutivi, cominciata venerdì scorso; sulla stessa linea, in rialzo il
FTSE Italia All-Share, che aumenta rispetto alla vigilia arrivando a 51.567 punti. Positivo il
FTSE Italia Mid Cap (+1,1%); con analoga direzione, in denaro il
FTSE Italia Star (+0,91%).
Tra i
best performers di Milano, in evidenza
STMicroelectronics (+5,41%),
Prysmian (+3,27%),
Avio (+2,88%) e
Leonardo (+2,47%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su
ENI, che continua la seduta con -0,75%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap,
Danieli (+7,85%),
LU-VE Group (+4,45%),
Technoprobe (+4,28%) e
Maire (+3,77%).
Le peggiori performance, invece, si registrano su
Alerion Clean Power, che ottiene -3,97%.
WIIT scende del 3,00%. Calo deciso per
Intercos, che segna un -2,34%. Piccola perdita per
Anima Holding, che scambia con un -1,26%.