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B2B, Boonder lancia la prima piattaforma italiana per gare d'appalto private

Operativa da aprile 2026

Economia
B2B, Boonder lancia la prima piattaforma italiana per gare d'appalto private
(Teleborsa) - Una nuova piattaforma digitale interamente italiana si prepara a entrare nel mercato degli approvvigionamenti B2B con l'obiettivo di scardinare le dinamiche tradizionali che legano le imprese ai propri fornitori storici, introducendo un sistema di gare d'appalto private aperto a tutti i settori produttivi. Il progetto è stato sviluppato da Sebastiano Torretta, fondatore di una startup che il 3 marzo 2026 ha completato la trasformazione in società per azioni, segnando un passaggio strategico nella struttura societaria in vista del lancio operativo.

La piattaforma si configura come una centrale di committenza privata: le aziende pubblicano gare specifiche per forniture, servizi o lavorazioni, mentre i fornitori rispondono in forma anonima con offerte crittografate. Il sistema integra analisi economiche e finanziarie delle aziende partecipanti, fornendo rating di affidabilità sia per committenti che per fornitori, mantenuti in forma anonima fino all'aggiudicazione.

"Ho sempre notato che nelle aziende dove lavoravo c'erano sempre problemi per l'approvvigionamento delle materie prime, legati agli stessi fornitori di sempre", ha dichiarato Sebastiano Torretta, fondatore della società. "La differenza rispetto ai marketplace esistenti è sostanziale: i portali pubblicano solo offerte a pagamento, noi creiamo valore attraverso vere gare d'appalto gratuite per l'adesione".

I dati di mercato confermano la rilevanza del segmento. In Italia, il valore degli ordini gestiti in formato digitale nel B2B Digital Commerce è cresciuto del 5% nel 2024, raggiungendo i 278 miliardi di euro. Parallelamente, la Banca Dati Anac, che dal primo gennaio 2024 censisce quasi 1,1 milioni di affidamenti per oltre 78 miliardi di euro, ha dimostrato l'efficacia della digitalizzazione nei processi di gara pubblica, con oltre 1.650.000 procedure di affidamento avviate nei primi quattro mesi di operatività delle piattaforme digitali per gli appalti pubblici.

Il modello di business si basa su commissioni variabili calcolate sui risparmi effettivamente ottenuti dal committente. "Se pubblichi una gara da 500 mila euro e viene aggiudicata a 450 mila euro, la piattaforma guadagna una percentuale sui 50 mila euro risparmiati", ha spiegato Torretta, precisando che l'accesso alla piattaforma resta gratuito. L'apertura settoriale è totale, dall'agricoltura al siderurgico, con un target che spazia dalle piccole imprese con fatturati di 200-300 mila euro alle grandi aziende con ricavi fino a 150 milioni di euro. "Non voglio escludere quello che già esiste, ovvero partners e fornitori presenti in portafoglio da parte delle aziende committenti, ma aprire il mercato ad altri potenziali fornitori, includendo anche quelli esistenti e spingendoli a fare offerte in gara tramite piattaforma per calmierare il mercato", ha chiarito il fondatore. "Quando ampli il mercato da tre a quindici fornitori, le cose cambiano radicalmente: i prezzi si calmierano e le condizioni di pagamento migliorano".

Lo sviluppo tecnologico è stato realizzato interamente con ingegneri informatici italiani. La piattaforma è progettata per essere scalabile, con possibilità di integrare servizi bancari, factoring, invoice trading e assicurazioni per il credito commerciale, oltre a moduli dedicati al project financing e alle partnership strategiche.

Il lancio operativo è previsto per la seconda e terza decade di aprile 2026, dopo il completamento dei test finali. La sfida, secondo Torretta, sarà convincere le aziende italiane ad abbracciare un sistema che promette maggiore trasparenza, competitività ed efficienza negli approvvigionamenti. "Quando c'è un'evoluzione di mercato, tutti vogliono lavorare con te", ha concluso l'imprenditore.
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