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Confagricoltura Bologna: "Senza un’agricoltura produttiva non c’è futuro per il territorio"

Dall’Assemblea Estiva il presidente Davide Venturi richiama istituzioni e comunità locale: “Bologna deve scegliere se considerare l’agricoltura un settore residuale o un’infrastruttura strategica”

Economia
Confagricoltura Bologna: "Senza un’agricoltura produttiva non c’è futuro per il territorio"
(Teleborsa) - Bologna deve scegliere se considerare l’agricoltura un settore residuale, da comprimere tra urbanizzazione, infrastrutture, logistica e nuove emergenze, oppure una vera infrastruttura strategica del territorio. È questo il messaggio lanciato da Confagricoltura Bologna in occasione dell’Assemblea Estiva dell’Associazione, durante la quale il presidente Davide Venturi ha richiamato l’attenzione sulle condizioni sempre più complesse in cui operano le imprese agricole bolognesi: la vera sfida di oggi è quella di garantire agli agricoltori le condizioni concrete per continuare a produrre.

“Le aziende agricole si confrontano con mercati instabili e costi di produzione sempre più elevati – afferma Venturi –. Basti pensare a quanto le tensioni internazionali, a partire dai conflitti in Medio Oriente, stiano influenzando il settore. L’aumento del costo del gasolio e dei fertilizzanti, legato anche alle tensioni sullo stretto di Hormuz, è solo l’ultimo esempio di quanto scenari apparentemente lontani ricadano direttamente sui bilanci delle nostre imprese”.

Il cambiamento climatico rappresenta ormai una condizione strutturale. Siccità, alluvioni, grandinate, gelate tardive e ondate di calore non sono più eventi eccezionali, ma fattori con cui le aziende devono confrontarsi nella programmazione quotidiana: e questo vuol dire investire in nuovi strumenti di difesa. A questo si aggiunge una pressione fitosanitaria crescente, favorita dalla presenza di nuovi insetti e nuove fitopatie, mentre si riducono progressivamente gli agrofarmaci disponibili. “Nessuno mette in discussione gli obiettivi della sostenibilità ambientale – prosegue Venturi – ma sostenibilità significa anche garantire alle imprese la possibilità concreta di continuare a produrre. Non possiamo chiedere agli agricoltori di essere più efficienti, più sostenibili e più competitivi senza mettere loro a disposizione strumenti adeguati”.

Tra i nodi centrali richiamati dall’Assemblea c’è anche la tutela del suolo agricolo, tema particolarmente sensibile in un territorio sottoposto a una forte pressione urbanistica, infrastrutturale e logistica. “Ogni ettaro sottratto alla produzione, ogni impresa che rinuncia a investire, ogni giovane che non trova condizioni per entrare in agricoltura non è solo una perdita per il settore: è una perdita per l’intero territorio”, sottolinea Venturi. A questo tema si collega anche il confronto sul nuovo Piano di Assetto Idrogeologico del fiume Po, rispetto al quale Confagricoltura Bologna ha più volte espresso forte preoccupazione. Per l’associazione, la sicurezza idraulica è una priorità assoluta, ma non può essere perseguita scaricando il rischio sulle campagne o trasformando i terreni agricoli in aree da destinare alla gestione ordinaria delle emergenze.

Lo sguardo dell’associazione è rivolto anche alla futura Politica Agricola Comune 2028-2034. Confagricoltura Bologna ribadisce la necessità che le risorse europee restino effettivamente dedicate all’agricoltura e non vengano disperse all’interno di strumenti finanziari generici, nei quali il settore primario rischierebbe di perdere centralità. “L’agricoltura deve tornare a essere riconosciuta come una componente strategica della sicurezza economica, alimentare, ambientale e sociale – rimarca Venturi –. Questo vale per l’Europa, ma vale anche per Bologna: il futuro del nostro territorio passa dalla capacità di difendere e rafforzare le sue imprese agricole”.

Focus infine sull’innovazione e sul ricambio generazionale. Ricerca, genetica, digitalizzazione, agricoltura di precisione e intelligenza artificiale saranno strumenti sempre più decisivi, ma servirà anche un rapporto più stretto tra università e imprese agricole. “Non esiste futuro senza giovani imprenditori preparati e messi nelle condizioni di investire. L’agricoltura dei prossimi anni sarà diversa, ma ancora più centrale per sicurezza alimentare, tutela dell’ambiente, gestione del territorio ed energia rinnovabile - conclude Venturi - Per questo deve tornare al centro del progetto nazionale ed europeo: non come settore da assistere, ma come settore strategico sul quale investire”
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