Fondazione Banco dell’energia: 10 anni di impegno contro la povertà energetica e uno sguardo al futuro
(Teleborsa) - Oltre 15 milioni di euro raccolti e distribuiti, più di 20mila persone aiutate in oltre 160 progetti territoriali. Sono i numeri di Banco dell’energia dal 2016 ad oggi, raccontati durante l’8ª Plenaria della Fondazione che festeggia quest’anno i suoi primi 10 anni di storia.
L’evento si è tenuto presso la Camera di Commercio di Roma, inaugurato dai saluti istituzionali del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, con gli interventi di Roberto Tasca Presidente Fondazione Banco dell’energia e di A2A e una tavola rotonda presidiata da Nicola Monti Vicepresidente Fondazione Banco dell’energia e Amministratore Delegato Edison che è intervenuto insieme a Paola Osto, Head of Sustainability and D&I di Plenitude, Luca Dal Fabbro, Presidente Iren e Isabella Malagoli, Amministratore Delegato Hera Comm, azienda leader nei servizi ambientali, idrici ed energetici, entrata quest’anno a far parte del board della fondazione. Presenti anche alcuni portavoce degli enti coinvolti attivamente nei progetti di solidarietà: Save the Children Italia, Fondazione Banco Alimentare ETS, EVA cooperativa sociale, Croce Rossa Italiana, Borgo Ragazzi don Bosco.
“In passato non avere energia significava non poter cucinare o riscaldarsi, oggi è ancora molto peggio, non disporre di fonti energetiche taglia fuori praticamente da tutte le dimensioni digitali, dalle comunicazioni. Significa, mentre il mutamento climatico avanza, essere esposti a un caldo estivo insopportabile. Non è solo una questione di maggiore o minore benessere, ma di salute. Basti pensare agli anziani che si trovano a non poter pagare le bollette e rischiano serie conseguenze dovute alle ondate di calore. Il clima mutato impone quindi un serio ripensamento di tutti i sistemi energetici e dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento, ma non avere energia sufficiente significa anche gravi disparità sociali e danno per le persone, per le famiglie. È un serissimo problema che come Fondazione Banco dell'energia affrontate in modo efficace, anche oltre la dimensione economica. Grazie. Voi diffondete l'alfabetizzazione energetica con consulenze, con supporto ai problemi concreti. Al fianco del sostegno economico, che è una parte importante, importante è costruire anche una nuova cultura dell'energia. Questo beneficio tanto delle famiglie quanto delle comunità serve a garantire risposte efficaci. Un intento lodevole in questi anni di mutamento degli assetti energetici a livello mondiale. Capire la bolletta e sapere come fare per ridurre i consumi oggi può davvero fare, come si dice, la differenza, così come lo è far conoscere le opportunità per efficientare i consumi di una collettività o di una famiglia. Al ministero lavoriamo a garantire l'energia per tutti, tentando di ridurre i costi e da voi arriva anche un prezioso contributo, aiuto. Lavorando insieme auguriamoci di ritenere a riparo gli italiani dagli scossoni generati da questi tempi molto complessi" ha detto Gilberto Pichetto Fratin, Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica.
"In un contesto internazionale caratterizzato da profonde tensioni geopolitiche che alimentano l'incertezza economica e accrescono le preoccupazioni delle famiglie, il Banco dell’energia può assumere un ruolo fondamentale" – commenta Roberto Tasca, Presidente della Fondazione Banco dell’energia. - "In questi dieci anni di attività abbiamo costruito un modello fondato sulla collaborazione tra istituzioni, terzo settore e aziende partner. Grazie a questa alleanza, abbiamo sviluppato iniziative su tutto il territorio nazionale, coniugando solidarietà ed efficienza energetica e supportando concretamente oltre 20mila persone in situazioni di vulnerabilità. Oggi, la povertà energetica coinvolge circa 2,4 milioni di famiglie: per questo dobbiamo guardare al futuro con l’obiettivo di ampliare ulteriormente il nostro impatto. Per contribuire a una transizione energetica sempre più giusta e inclusiva continueremo a promuovere progetti territoriali, percorsi di formazione e modelli innovativi come le comunità energetiche rinnovabili e solidali".
Nel corso della Plenaria Luiss e OIPE - Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica hanno presentato il paper scientifico “La Povertà Energetica: situazione attuale e politiche in quattro Paesi Europei”. Lo studio offre un'analisi comparativa approfondita sull’andamento del fenomeno in Italia e in una selezione di paesi europei target, tracciandone l'evoluzione e l’impatto.
Ad ampliare ulteriormente l'orizzonte della riflessione è intervenuto l’ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Il suo intervento ha fornito una panoramica sulle attuali sfide geopolitiche in campo energetico, focalizzandosi in particolare sui meccanismi attraverso i quali le tensioni internazionali e la volatilità dei mercati globali finiscono per ripercuotersi sulle fasce più fragili della popolazione.
“Il tema energetico, anche se riusciremo a dare uno sbocco positivo alla crisi in queste settimane, resta fondamentale e bisognerebbe affrontarlo in due modi “ ha detto Paolo Gentiloni. “Il primo è cercando di affrontare tutta la discussione pubblica concentrandosi su un messaggio molto semplice: noi non abbiamo un modo diverso per affrontare il tema del costo d'energia del nostro Paese che non sia quello di moltiplicare le capacità prodotte dalle rinnovabili. O facciamo questo o non facciamo niente”. E ha proseguito “L'altra questione è quella che state ponendo in questa sede e che sentivo centrale anche nelle strategie di direzione della Commissione Europea e qui secondo me il tema della differenziazione delle misure di sostegno e dello sviluppo delle comunità energetiche è fondamentale. Concentrandosi su queste io penso che si può dare un contributo rilevante alle cose che succederanno, sapendo che in fondo per il nostro Paese questa è una delle due o tre grandi priorità. Certamente per le famiglie più difficoltà, ma è una grande priorità per il nostro sistema”.
I nuovi dati IPSOS Più di 8 italiani su 10 preoccupati per l’aumento dei costi dell’energia, un dato che si conferma anno dopo anno e che continua ad aumentare: questo è quanto emerge dalla nuova ricerca IPSOS DOXA "Povertà energetica e benessere economico: il punto di vista delle famiglie italiane”, con rilevazioni di maggio 2026, realizzata per Fondazione Banco dell’energia.
L’indagine evidenzia una diffusa fragilità economica, fortemente alimentata dalle tensioni geopolitiche globali: l’apprensione per i rincari di luce e gas torna a salire e colpisce l’80% degli intervistati. Questo timore è strettamente legato all’instabilità internazionale, tanto che l’86% - in netto aumento rispetto al 77% della precedente rilevazione - teme l’impatto dei conflitti sulle bollette.
Di conseguenza, il 54% degli italiani si dichiara insoddisfatto della propria condizione economica, descrivendo una netta perdita del potere d’acquisto: ben 8 intervistati su 10 ammettono di non poter affrontare alcune spese. Questo scenario compromette la percezione della qualità della vita per il 59% delle persone e alimenta un profondo pessimismo sul futuro, dato che il 67% ritiene che la propria situazione finanziaria peggiorerà o rimarrà invariata. La consapevolezza sulla povertà energetica sale al 75% e la percezione della gravità del fenomeno risulta superiore tra chi ha una maggiore conoscenza del tema, ovvero il 33%.
Nando Pagnoncelli, Presidente Ipsos Doxa Italia commenta: “Le dinamiche internazionali e la volatilità delle materie prime continuano a mantenere i costi energetici al centro dell’attenzione e a pesare sui bilanci familiari, già sotto pressione. Di conseguenza, gli italiani esprimono preferenze per misure di sostegno diretto con un effetto nell’immediato; tuttavia, permangono le aspettative verso interventi di efficientamento e verso un potenziamento nell’uso delle rinnovabili. L’interesse verso le CERS resta prevalente sebbene non si osservino margini di miglioramento anche in termini di conoscenza, stante i timori, non dissipati, per costi e complessità burocratica”.
L’ingresso nel Board di Hera Comm. L’impegno di Banco dell’energia per contrastare la povertà energetica è rappresentato da un Manifesto, sostenuto da un network di oltre 100 firmatari tra imprese, associazioni di categoria, istituzioni ed Enti del Terzo Settore e da una governance allargata dove aziende energetiche, competitor sul mercato, hanno deciso di unirsi nell’impegno a favorire un accesso equo all’energia. Dalla sua nascita, insieme ad a2a, Edison, Plenitude e Iren siedono nel Consiglio di Amministrazione di Banco dell’energia. A questi, oggi si aggiunge Hera Comm che, dopo la firma del Manifesto da parte del Gruppo Hera, si impegnerà triennalmente per lo sviluppo di nuovi progetti a partire dai territori dell’Emilia Romagna e del Veneto.
Il Bilancio Sociale 2025. I fondi raccolti lo scorso anno sono stati impegnati nelle quattro aree di intervento - sostegno, efficienza energetica, Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, formazione - su 15 regioni e 56 comuni coinvolti, per un totale di oltre 60 progetti promossi. La quota maggiore corrispondente al 42% è stata impiegata nelle iniziative che uniscono sostegno ed efficientamento energetico, dedicati alle strutture del Terzo Settore, al fine di limitare consumi e impatto ambientale consentendo agli stessi Enti di destinare le risorse risparmiate per aiutare chi si trova in difficoltà. Il 37% ha permesso di realizzare progetti di sostegno. Per il 20% i fondi sono stati investiti nell’efficientamento energetico e devoluti per l’1% nelle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali – CERS, il modello di comunità energetica sociale che coinvolge le famiglie vulnerabili e le imprese. Tutti i progetti di Banco dell’energia sono integrati con percorsi di formazione con sessioni di educazione al risparmio energetico tenuti dai “Tutor per l’Energia Domestica – TED”, figure professionali formate attraverso RETE ASSIST, rivolti sia ai beneficiari dei progetti che alla cittadinanza. 92 TED sono stati formati coinvolgendo 54 enti del Terzo Settore.
I dati OIPE sulla povertà energetica in Italia. “La povertà energetica continua a colpire soprattutto le famiglie con figli, i nuclei monogenitoriali e gli anziani soli, categorie già esposte a condizioni di particolare vulnerabilità economica e sociale”. È quanto ha sottolineato Paola Valbonesi, presidente dell’OIPE - Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica. Nel 2024, la povertà energetica ha raggiunto il massimo storico, raggiungendo il 9,1%: una situazione che riguarda circa 2,4 milioni di nuclei familiari. Analisi più recenti fotografano una situazione critica: considerando le famiglie che fruiscono dell’edilizia residenziale pubblica di Reggio Emilia e Foggia, oltre una su due è costretta a ridurre drasticamente i consumi per il riscaldamento pur di contenere le spese, mentre il pagamento delle bollette energetiche compromette in molti casi la capacità di arrivare a fine mese. L’OIPE chiede interventi rapidi e strutturali, presentando un decalogo di proposte articolato su tre priorità: l’istituzione di un bonus energia unico, più semplice ed efficace; un piano di interventi mirati per il social housing e l’edilizia residenziale pubblica; una campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione per rafforzare la consapevolezza dei cittadini e migliorare l’accesso agli strumenti di sostegno.
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