(Teleborsa) - Il
dividendo straordinario di 20 milioni di euro
staccato da
STAR7, società quotata su Euronext Growth Milan e che fornisce una gamma integrata di servizi dedicati all'informazione di prodotto, e finanziato tramite un
prestito ponte dello stesso importo deve essere
interpretato come parte integrante dell'acquisizione di STAR7 da parte di Argos, piuttosto che come una decisione autonoma in materia di remunerazione degli azionisti. Lo affermano gli analisti di TP ICAP Midcap, sottolineando che la distribuzione è stata infatti approvata nell'ambito dell'operazione di cambio di controllo.
Da un punto di vista economico, questa struttura consente di prelevare 20 milioni di euro dalla società prima del perfezionamento dell'operazione, mentre il debito corrispondente rimane a livello di STAR7. In altre parole, parte del valore distribuito agli azionisti preesistenti è di fatto finanziato attraverso un ulteriore indebitamento assunto a livello di STAR7, seguendo un
meccanismo simile a una dividend recapitalization, una tecnica comunemente utilizzata nelle operazioni di private equity.
Per gli azionisti di minoranza, quindi, la questione chiave non è il dividendo in sé, bensì il profilo finanziario post-operazione. La transazione introduce un ulteriore indebitamento nel bilancio di STAR7 e riflette la
fiducia del nuovo azionista di riferimento nella capacità del gruppo di generare i flussi di cassa necessari per il servizio del debito.
L'acquisizione, annunciata il 1° aprile 2026, di una quota del 75% in STAR7 da parte del fondo di private equity europeo Argos Fund è accompagnata da un
parziale reinvestimento dei proventi della vendita da parte degli azionisti preesistenti nella società acquirente. I fondatori rimarranno quindi allineati con lo sviluppo futuro del gruppo insieme al nuovo azionista di maggioranza.