(Teleborsa) - Il
vertice Nato ad Ankara, al di là del suo valore formale e simbolico e dell'importanza economica (saranno sottoscritti contratti per decine di miliardi di dollari a margine del vertice), rappresenta un
momento cruciale per comporre gli interessi che ruotano attorno alla
guerra in Ucraina: da un lato le mire espansioniste dello zar
Vladimir Putin, dall'altro il Presidente Ucraino
Volodymyr Zelensky, che punta a preservare i territori e all'ingresso nella UE e nella NATO.
In vista dell'importante vertice, Donald Trump è tornato a sentire i due protagonisti della vicenda ed assicura che
"Putin vuole finire la guerra in Ucraina, lo vuole fortemente. E anche Zelensky lo vuole, ne parleremo al vertice Nato".
Verso Zelensky l'approccio di Trump è meno assistenzialista e
più incline al compromesso economico, come dimostra l'accordo transatlantico (
PURL) che prevede che sia l'Europa a pagare le forniture militari statunitensi. In questa direzione il
pacchetto da 70 miliardi che gli alleati europei si apprestano a formalizzare ad Ankara per assicurare un supporto a Kiev per i prossaimi due anni.
Al vertice di Ankara,
Trump incontrerà Zelensky nella seconda giornata (mercoledì 8 luglio), per un faccia a faccia che si preannuncia cruciale per le prossime mosse del blocco occidentale a sostegno di Kiev, proprio mentre
si intensificano le tensioni militari e diplomatiche nell'Est europeo, coinvolgendo anche Paesi membri della UE e della Nato.
La guerra in Ucraina, come sempre negli ultimi vertici, sarà fra gli argomenti centrali di dibattito nella capitale turca, ma
Zelensky vi arriverà più forte, grazie ai droni che stanno bombardando le raffinerie russe. Ne è una testimonianza anche la sua
ammissione alla cena dei leader al Palazzo presidenziale, questa sera, oltre ai numerosi bilaterali previsti nel corso di questo vertice, con Trump ed anche con i leader europei.
"I
leader della Nato sostengono l'intensificazione degli attacchi coi droni nell'ambito degli sforzi volti a costringere Mosca a tornare al tavolo dei negoziati", ha confermato il presidente finlandese
Alexander Stubb, spiegando che Kiev si trova ora in una posizione migliore.
Diverso il tenore delle
relazioni di Trump con Putin, che il tycoon vuole
costringere al tavolo delle trattative, proponendo di "congelare" il conflitto con un
cessate il fuoco sulla linea del fronte attuale e giungere ad un
accordo di pace senza il riconoscimento dei territori annessi alla Russia, sul modello Crimea. Di qui il canale telefonico diretto con Mosca, che il leader statunitense chiamerà anche subito dopo il vertice di Ankara.
Putin è sempre più "disperato" - ha affermato il segretario generale della nato
Mark Rutte - ed il suo flop sul campo
"per l'Ucraina è un successo". Per questo motivo è "fondamentale continuare a sostenerla nella lotta".