(Teleborsa) -
Seduta positiva per le Borse europee, dopo i cali di ieri, con la questione mediorientale che è tornata a condizionare il sentiment sei mercati, in attesa della nuova stagione dei risultati societari.
I
verbali della riunione del 16-17 giugno della Fed, la prima presieduta da Kevin Warsh,
hanno confermato che il comitato si è espresso all'unanimità a favore del mantenimento dei tassi d'interesse invariati, pur concentrandosi chiaramente sui rischi di inflazione. Le discussioni sono state intense, con diversi membri che hanno addirittura ritenuto giustificato un immediato aumento dei tassi, mentre "quasi tutti" i partecipanti hanno concordato sulla necessità di un ulteriore inasprimento della politica monetaria qualora le pressioni sui prezzi si intensificassero, in particolare a causa di investimenti legati all'intelligenza artificiale, dazi doganali o rinnovate tensioni in Medio Oriente.
Sul
fronte geopolitico, Washington ha lanciato attacchi contro l'Iran in seguito agli attacchi contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz, seguiti da una seconda ondata che, secondo il CENTCOM, avrebbe colpito circa 90 siti, mentre Donald Trump ha dichiarato di fatto "terminato" il cessate il fuoco.
Di conseguenza, il rischio di una seconda ondata inflazionistica nei mercati energetici sta riemergendo. Secondo gli strategist di Intesa Sanpaolo,
nel breve termine rimangono possibili ulteriori pressioni rialziste sul petrolio, mentre nel medio periodo l'incremento dell'offerta potrebbe favorire una normalizzazione del mercato. L'EIA ritiene però che gran parte della produzione interrotta possa tornare operativa entro fine 2026 e inizio 2027 con le stime (sempre EIA) che indicano un Brent medio di circa 82 dollari nel 2026 e 65 dollari nel 2027, con uno scenario che resta compatibile con un intervallo di 70-90 dollari al barile.
Sostanzialmente stabile l'
euro / dollaro USA, che continua la sessione sui livelli della vigilia e si ferma a 1,142. Lieve aumento dell'
oro, che sale a 4.099,7 dollari l'oncia. Il
Petrolio (Light Sweet Crude Oil) continua la sessione in rialzo e avanza a 74,38 dollari per barile.
Consolida i livelli della vigilia lo
spread, attestandosi a +79 punti base, con il
rendimento del BTP decennale che si posiziona al 3,87%.
Tra gli indici di Eurolandia resta vicino alla parità
Francoforte (+0,06%), in rosso
Londra, che evidenzia un deciso ribasso dello 0,79%, e resistente
Parigi, che segna un piccolo aumento dello 0,24%.
Aumento per la
Borsa Milanese, con il
FTSE MIB che sale dello 0,69% a 52.175 punti; sulla stessa linea, lieve aumento per il
FTSE Italia All-Share, che si porta a 54.807 punti. Senza direzione il
FTSE Italia Mid Cap (+0,16%); poco sotto la parità il
FTSE Italia Star (-0,57%).
In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo
STMicroelectronics (+3,92%),
Prysmian (+2,70%),
Brunello Cucinelli (+2,41%) e
Unicredit (+1,98%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
Avio, che prosegue le contrattazioni a -3,80%. Spicca la prestazione negativa di
Leonardo, che scende del 3,22%.
Inwit scende del 2,66%. Calo deciso per
Fincantieri, che segna un -2,45%.
In cima alla classifica dei titoli a media capitalizzazione di Milano,
Credem (+3,47%),
Safilo (+3,37%),
Ariston Holding (+2,97%) e
GVS (+2,94%).
Le più forti vendite, invece, si manifestano su
BFF Bank, che prosegue le contrattazioni a -2,04%. Sotto pressione
Ferragamo, con un forte ribasso dell'1,66%. Soffre
Tamburi, che evidenzia una perdita dell'1,56%. Deludente
D'Amico, che si adagia poco sotto i livelli della vigilia.