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Cardioprotezione, 10 milioni euro e nuovi obblighi: si allarga mercato formazione BLSD

Economia
Cardioprotezione, 10 milioni euro e nuovi obblighi: si allarga mercato formazione BLSD
(Teleborsa) - L'estensione degli obblighi normativi sulla cardioprotezione sta ampliando il mercato italiano della formazione certificata al primo soccorso. La Legge 4 agosto 2021 n. 116 ha previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro per la diffusione quinquennale dei defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE) nelle Pubbliche Amministrazioni con almeno 15 dipendenti — incluse le scuole di ogni ordine e grado — nei servizi aperti al pubblico come centri commerciali e alberghi, nelle società sportive che utilizzano impianti pubblici e in luoghi ad alta frequentazione quali aeroporti, stazioni ferroviarie e porti, oltre che sui mezzi di trasporto che effettuano tratte superiori alle due ore senza fermate intermedie. La norma si somma al Decreto Balduzzi del 2012, che già imponeva la presenza di un DAE e di almeno un operatore abilitato alle società sportive professionistiche e dilettantistiche, e al D.Lgs. 81/08 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il bacino potenziale è ampio: in Italia si registrano circa 60.000 decessi l'anno per arresto cardiaco. L'utilizzo tempestivo del defibrillatore in caso di fibrillazione ventricolare porta le probabilità di sopravvivenza dal 5% al 24%, mentre ogni minuto trascorso senza rianimazione riduce di circa il 10% le possibilità di salvezza. Sono i numeri che hanno spinto il legislatore a estendere progressivamente gli obblighi, generando una domanda strutturale di personale formato.

Il quadro regolatorio, però, definisce con precisione i confini del mercato. La Legge 116/2021 stabilisce che i certificati BLSD debbano essere erogati esclusivamente dal 118 o da Centri di Formazione accreditati e iscritti in appositi elenchi regionali, e introduce l'obbligo di registrazione dei DAE presso le centrali operative dell'emergenza sanitaria, con comunicazione dei nominativi dei soggetti in possesso dell'attestato. La stessa norma ha però anche ampliato la platea degli utilizzatori legittimi: in caso di sospetto arresto cardiaco, l'uso del defibrillatore è consentito anche a chi non ha ricevuto formazione specifica, con applicazione dell'articolo 54 del codice penale a tutela di chi interviene — il cosiddetto principio del "buon samaritano". Un elemento che, secondo alcune analisi di settore, genera un paradosso applicativo per gli enti formatori, chiamati a registrare i corsi presso il 118 per un'abilitazione che la legge rende comunque non indispensabile nell'emergenza.

In questo contesto operano realtà come BLSD Academy, attiva nella formazione certificata al primo soccorso laico e alla rianimazione cardiopolmonare. "Un lavoro autonomo, in un settore enorme e in espansione", ha dichiarato Mario Perricone, presidente della società, che ha aggiunto: "Con un piccolo investimento e senza una struttura con sede e grossi costi fissi, si può avere successo. È necessario però avere alle spalle un'azienda solida e certificata per non commettere errori". La società segnala una crescente attrattività della professione: "Molti dei nostri istruttori hanno abbandonato le loro precedenti professioni per dedicarsi completamente a questa attività", ha affermato Francesca Mari, co-founder e responsabile della comunicazione.

Sul piano operativo, la digitalizzazione incide sui costi e sui tempi di aggiornamento. L'adozione di piattaforme e-learning consente la revisione rapida dei protocolli, necessaria a ogni aggiornamento delle linee guida internazionali ILCOR: "Quando sono uscite le linee guida internazionali sul COVID-19 a marzo 2020, entro 15 giorni Giovanni Perricone, co-founder e responsabile didattico, aveva già aggiornato tutti i materiali didattici e organizzato webinar gratuiti di aggiornamento per tutti gli istruttori", ha rilevato Mari.

La diversificazione dell'offerta rappresenta l'altra leva del comparto, che si estende oltre il BLSD tradizionale verso segmenti specialistici: percorsi per operatori d'ambulanza, corsi di primo soccorso veterinario, programmi di baby first aid, moduli sulle emorragie massive e percorsi dedicati alla fascia 8-13 anni. Un'articolazione che risponde alla domanda di competenze verticali e amplia i mercati di sbocco per gli operatori certificati.

Rilevante, per il modello di business, anche l'assenza di vincoli territoriali: a differenza delle organizzazioni che operano con logiche federative su base regionale, i certificati riconosciuti consentono agli istruttori di operare su tutto il territorio nazionale. "Un istruttore di Palermo può tranquillamente fare corsi a Milano e viceversa", ha confermato Perricone.

Resta da valutare la tenuta della domanda una volta esaurita la fase di adeguamento normativo, con le scadenze fissate dai decreti attuativi della Legge 116/2021 che concentrano nel breve periodo una quota rilevante dei corsi obbligatori. Il mercato, inoltre, è presidiato da un numero crescente di centri accreditati e la certificazione ha validità biennale, con conseguente necessità di retraining periodico: un fattore che sostiene la domanda ricorrente ma alimenta anche la concorrenza tra operatori.


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