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Educazione finanziaria, italiani insicuri: 8 su 10 chiedono più formazione

La VI edizione dell'Osservatorio "Change Lab, Italia 2030” di Groupama Assicurazioni fotografa un'Italia con poca conoscenza finanziaria

Economia
Educazione finanziaria, italiani insicuri: 8 su 10 chiedono più formazione
(Teleborsa) - Gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, ma la scarsa educazione finanziaria continua a rappresentare un ostacolo nella gestione del denaro. È quanto emerge dall'indagine "Soldi, Soldi, Soldi: l'Italia e l'educazione finanziaria che non c'è", realizzata da Groupama Assicurazioni in collaborazione con AstraRicerche nell'ambito dell'Osservatorio "Change Lab, Italia 2030".

Oltre la metà degli intervistati (51,1%) dichiara di avere una preparazione insufficiente o nulla in materia finanziaria e quasi due italiani su tre (65,6%) hanno rimandato o evitato decisioni su risparmi e investimenti per paura di sbagliare. Allo stesso tempo, emerge una forte domanda di alfabetizzazione con l'80% che considera l'educazione finanziaria una priorità nazionale e il 67,7% vorrebbe introdurla nelle scuole prima della maggiore età.

A frenare il passo, però, non sono solo la carenza di conoscenze (29,8%) o la limitata disponibilità economica (40,2%), ma anche il fatto che il rapporto con il denaro continui a restare confinato nella sfera domestica. Oggi la gestione delle risorse economiche è ancora in gran parte un "family business": il 54% delle persone se ne occupa in autonomia, un ulteriore 39,3% ne discute all'interno del nucleo familiare, e solo il 6,4% si affida a esperti esterni. In questo scenario statico, si registra una scossa sociodemografica: il 51% delle donne sono responsabili dell'economia familiare.

"L'indagine di quest'anno rivela un'Italia caratterizzata da un profondo paradosso: se da un lato gli italiani si confermano un popolo di risparmiatori, dall'altro la paura di sbagliare continua a frenare la capacità di trasformare il risparmio in scelte consapevoli di protezione, pianificazione e investimento. Proprio l'incertezza e la scarsa conoscenza sembrano ostacolare gli italiani nelle scelte di investimento e tutela rispetto ai grandi imprevisti della vita. In questo quadro, il dato forse più significativo che emerge dall'Osservatorio è la crescente consapevolezza del valore dell'educazione finanziaria, riconosciuta come leva di autonomia, responsabilità e inclusione. Una sfida che richiede un impegno comune: scuola, istituzioni, aziende e intermediari assicurativi sono chiamati a fare sistema per rafforzare il livello di alfabetizzazione finanziaria del Paese e accompagnare le persone verso scelte più informate, solide e sostenibili nel tempo” commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni.

"La ricerca mostra come il rapporto degli italiani con il denaro sia ancora fortemente influenzato da fattori culturali, emotivi e sociali. Gli italiani sono un popolo di risparmiatori, ma la mentalità alla base del risparmio resta spesso 'difensiva'. Il paradosso è evidente: 1 persona su 3 riconosce che il parere di un esperto è fondamentale, eppure quasi il 90% ha rimandato almeno una decisione finanziaria importante per paura di sbagliare. In questo percorso, la componente umana resta decisiva: molte persone cercano ancora consiglio da parenti e amici, mentre i professionisti non vengono utilizzati pienamente come supporto alla pianificazione. Proprio per questo, anche davanti al grande potenziale dell'intelligenza artificiale, la consulenza mirata delle persone diventa ancora più importante: la tecnologia può aiutare ad analizzare e semplificare, ma la fiducia, l'ascolto e la capacità di leggere i bisogni reali restano elementi profondamente umani”, dichiara Aminata Gabriella Fall, divulgatrice ed educatrice finanziaria.

Non è solo una questione di conti correnti, ma anche di "alfabetizzazione emotiva". La VI edizione dell'Osservatorio rivela un dato significativo: le barriere all'investimento sono soprattutto di natura psicologica. Se la mancanza oggettiva di risorse frena il 40,2% dei risparmiatori, è il "muro della sfiducia" (alimentato dal timore dell'instabilità dei mercati e degli imprevisti personali) a bloccare ben il 56% del campione. Un'ansia da prestazione finanziaria che spinge la maggior parte degli italiani a rimandare decisioni strategiche, con un preoccupante 19,4% che lo fa sistematicamente.

Guardando al futuro, il rapporto con la consulenza finanziaria è destinato a evolversi. Per oltre un terzo degli intervistati (34,6%) entro il 2030 il consulente sarà una figura ibrida, in cui competenze umane e intelligenza artificiale avranno un ruolo equilibrato. Più della metà degli italiani si dice inoltre favorevole all'utilizzo di piattaforme digitali per gestire risparmi e investimenti, pur continuando a riconoscere nel professionista il punto di riferimento per le decisioni più importanti.

Se si guarda al rapporto tra italiani e protezione assicurativa, il quadro è quello di un Paese diviso tra desiderio di tutela e diffidenza. Il 54% della popolazione ha attivato almeno una forma di protezione, con una netta prevalenza per l'assicurazione sulla casa (23,4%), seguita dalle polizze vita o invalidità (20,1%), dalla responsabilità civile familiare (18,9%) e dalla sanitaria integrativa (17,5%). Tuttavia, quasi metà del Paese (45,9%) resta priva di difese contro i grandi imprevisti. A pesare, oltre ai limiti di reddito, è un senso di sfiducia (18,9%) alimentato da un linguaggio tecnico percepito come barriera informativa e ostacolo alla chiarezza.

"La fiducia non è un dato acquisito, ma un impegno che noi assicuratori dobbiamo rinnovare ogni giorno anche attraverso una profonda evoluzione del nostro modello di relazione. È necessario che il settore si faccia protagonista di un nuovo approccio, in cui la trasparenza non sia solo un requisito normativo ma la base stessa del nostro ruolo sociale", commenta Pierre Cordier, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Groupama Assicurazioni. "Il nostro obiettivo è essere un partner di prossimità, capace di offrire una protezione olistica che sappia interpretare le complessità del contesto attuale e accompagnare le persone in ogni fase della vita. Vogliamo mettere a disposizione soluzioni sempre più chiare e personalizzate, in grado di sostenere tanto i bisogni dei singoli quanto quelli del tessuto imprenditoriale, affinché la stabilità del presente possa tradursi in una progettualità solida di fronte alle sfide del futuro".
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