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MPS, Sindaco di Siena: risanamento non può diventare premessa dello smembramento

Banche, Finanza, Politica
MPS, Sindaco di Siena: risanamento non può diventare premessa dello smembramento
(Teleborsa) - "Siena considera irrinunciabile la tutela dei lavoratori e delle professionalità, il mantenimento in città delle funzioni direzionali, strategiche e operative, la tutela del marchio Monte dei Paschi di Siena, il radicamento territoriale, la salvaguardia dell'autonomia e dell'integrità della Banca, la tutela del suo straordinario patrimonio storico, artistico, archivistico e culturale". Lo ha detto il Sindaco di Siena, Nicoletta Fabio, intervenendo questa mattina alla seduta straordinaria monotematica del Consiglio comunale di Siena su Banca Monte dei Paschi di Siena.

"Noi non siamo qui per sostituirci agli azionisti - ha detto - Non siamo qui per decidere operazioni che spettano al mercato, agli organi societari e alle Autorità di vigilanza. Non siamo qui per fare i banchieri. Le istituzioni però, come ho già detto nei giorni scorsi, non possono limitarsi ad assistere in silenzio a decisioni capaci di produrre conseguenze profonde sul lavoro, sul credito, sull'economia reale, sui territori e sulla permanenza in Italia di importanti centri decisionali. La politica non deve fare il banchiere. Ma le istituzioni hanno il dovere di tutelare il bene comune".

"Non spetta al Sindaco - ha aggiunto Fabio - giudicare rapporti di cambio, convenienze finanziarie o probabilità di successo di un'operazione. L'ho detto anche al Ministro Giorgetti e lo ripeto oggi. A noi interessa cosa resterà del Monte dei Paschi al termine di questo processo. Su questo dobbiamo essere molto chiari. Per noi integrità non significa conservazione, non significa pretendere che nulla cambi. Una grande banca deve crescere, competere, aggregarsi, innovare e confrontarsi con il mercato. Integrità per noi è che continui a stare insieme ciò che costituisce il valore del Monte: il marchio; la rete; le professionalità; le funzioni direzionali; la capacità decisionale; il rapporto con famiglie e imprese; il patrimonio culturale; il legame con Siena e con i territori nei quali la banca opera".

Secondo il primo cittadino, "si rischia di distruggere proprio quel valore che in questi anni è stato faticosamente ricostruito. È il principio che abbiamo portato al Ministro: marchio, rete, professionalità, funzioni e rapporto con i territori costituiscono insieme un patrimonio che non può essere semplicemente scomposto". Secondo Fabio, "c'è anche un tema di identità che non è semplicemente un aspetto sentimentale. L'identità di una banca, della banca più antica del mondo è anche un valore industriale. È reputazione, fiducia, conoscenza dei territori, relazione con la clientela, competenze accumulate negli anni".

Il Sindaco ha detto di aver "ricevuto rassicurazioni sul fatto che, certamente in questa fase, la partecipazione pubblica residua del Ministero non verrà ceduta. Il Ministro ha manifestato disponibilità a valutare le diverse proposte presenti sul tavolo senza pregiudizi e con imparzialità".

In altri passaggi ha detto che "il risanamento non può diventare la premessa dello smembramento. Sarebbe un paradosso economico prima ancora che politico. Oggi Monte dei Paschi è tornato ad avere la forza per stare sul mercato e persino per proporre proprie iniziative industriali" e che "Siena non chiede privilegi, non chiede di fermare il mercato e non chiede di portare indietro le lancette della storia. Chiede che ogni soluzione venga valutata anche sulla sua capacità di creare valore e non distruggerlo".

"Il nostro auspicio - ha concluso - è dunque molto semplice e ambizioso al tempo stesso: al termine di questa fase Banca Monte dei Paschi di Siena resti integra, forte, autonoma, competitiva; profondamente legata alla propria città e ai propri territori, ma capace di svolgere un ruolo da protagonista nell'economia italiana ed europea".
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