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Discriminazione dell'Iban: Altroconsumo e Satispay sostengono un'azione coordinata

Sono circa 1.200 le persone che hanno fino ad ora sottoscritto la petizione ed oltre 100 i casi raccontati sulla piattaforma dell’associazione dei consumatori

Economia
Discriminazione dell'Iban: Altroconsumo e Satispay sostengono un'azione coordinata
(Teleborsa) - Altroconsumo, associazione che rappresenta gli interessi diffusi dei consumatori, si unisce a Satispay, fra i principali operatori nel settore dei pagamenti, per protestare contro la cosiddetta "discriminazione dell'Iban", una pratica "illegale" che sta prendendo piede in Europa, che si verifica quando aziende, enti o piattaforme rifiutano un pagamento solo perché l’Iban, pur valido nell’area Sepa (single euro payments area) non è "nazionale". Una cesura che rischia di colpire chiunque. chi lavora all'estero, chi sceglie una banca domiciliata al di fuori del territorio nazionale e semplicemente chi abbia aperto un conto all'estero.

Contro questa pratica, Altroconsumo ha lanciato a febbraio petizione ed una raccolta di segnalazioni, che ha portato a raccogliere circa 1.200 firme e oltre 100 casi concreti, raccontati sulla piattaforma dell’associazione. Le segnalazioni raccolte in questi mesi sono state trasmesse a Banca d’Italia e all’Antitrust.

I risultati di questa iniziativa sono stati presentati oggi alla Camera in un incontro promosso da Altroconsumo e Satispay con Banca d’Italia, Antitrust e l'Onorevole Giulio Centemero, membro della VI Commissione Finanze della Camera dei deputati. Presente anche Francesca Squillante, Responsabile della Direzione Credito, Assicurazioni, Poste, Servizi, Turismo e Sport dell’Antitrust, Francesca Provini, Titolare della Divisione Strumenti e servizi di pagamento al dettaglio di Banca d’Italia, Alberto Dalmasso, Founder e CEO di Satispay e Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo.

La pratica della "discriminazione dell'Iban" è illegale, poichè contrasta con l’articolo 9 del Regolamento 260/2012, che stabilisce che chi accetta bonifici o riceve fondi tramite addebito diretto o altri pagamenti nell'area SEPA non può discriminare un conto in base al Paese in cui è situato. SEPA è l’area europea in cui bonifici, pagamenti e addebiti diretti in euro devono avvenire alle stesse condizioni in tutti i Paesi aderenti e rappresenta un pilastro per la creazione di un mercato unico dei pagamenti. Ne deriva che un Iban francese, tedesco o svedese deve essere trattato come un Iban italiano, se il pagamento avviene in euro e il conto è raggiungibile. E un Iban francese, tedesco o svedese deve avere lo stesso valore di uno italiano, sia per ricevere un bonifico, che per domiciliare bollette, stipendi o pensioni.

Per Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne Altroconsumo, "la varietà e la ricorrenza dei casi di Iban discrimination segnalati evidenziano che non si tratta di episodi isolati, ma di una criticità sistemica che rischia di limitare la concorrenza nel mercato dei pagamenti. La libertà di scegliere il proprio conto è un diritto garantito dalle norme europee, ma ancora oggi viene ostacolato da procedure obsolete e da sistemi informatici che non dialogano con il mercato unico dei pagamenti".

"La stessa Satispay è nata da un'intuizione legata a SEPA. Dobbiamo molte delle operazioni che oggi consideriamo scontate e che ci semplificano la vita, all'esistenza di un'area unica dei pagamenti", afferma Alberto Dalmasso, founder e CEO Satispay, ricordando che "l'Erasmus ha permesso a due generazioni di sentirsi a casa ovunque nel continente, eppure l'IBAN Discrimination viola tre delle quattro libertà fondamentali dei trattati comunitari, tra cui quella di muoversi e stabilirsi liberamente in Europa".

Analizzando le segnalazioni raccolte, si rilevano criticità nei pagamenti sia in uscita che in entrata e con aziende private, banche, università ed enti pubblici. Nella maggior parte dei casi riguarda le domiciliazioni bancarie (per bollette relative a servizi di telefonia, energia, pedaggi, streaming, assicurazioni), l’accredito della pensione e dello stipendio ed i bonifici e pagamenti delle tasse con F24. Ma ci sono anche quelle inerenti alla mancata concessione di un finanziamento rateale. Per quanto riguarda la provenienza degli Iban discriminati, il numero più alto riguarda il Lussemburgo, seguito da Lituania e da quelli italiani associati ad operatori esteri. Come si comportano gli utenti che hanno difficoltà nei pagamenti in uscita o negli accrediti in entrata? L'analisi dei casi mostra che nella maggior parte die casi aprono un secondo conto corrente, mantengono conti esteri o italiani che avrebbero voluto chiudere, o pagano tramite bollettino o fanno ricorso a bonifici manuali al posto della domiciliazione, cambiano il fornitore o, addirittura, rinunciano al servizio.



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