ANCI: capitale umano e talenti, al via confronto su leve per crescita territori
(Teleborsa) - Formazione, ricerca, attrazione dei talenti e innovazione sono sempre più strettamente legate alla capacità dei territori di generare crescita e opportunità: è stato il filo conduttore dell’incontro “Capitale umano, ricerca, talenti e trasformazione tecnologica”, promosso da ANCI, che si è tenuto ieri pomeriggio, 30 settembre, alla presenza di sindaci, rettori, rappresentanti di enti di ricerca, fondazioni e istituzioni culturali.
L’incontro nasce dalle proposte del Rapporto “Le leve per la crescita”, realizzato da Roberto Garofoli con il contributo di oltre cento esperti ed esponenti delle istituzioni, per individuare le priorità su cui intervenire oltre la conclusione del PNRR. Tra i temi affrontati, la necessità di dare continuità all’accelerazione impressa dal Piano alla ricerca. In questo ambito, il PNRR ha mobilitato 4,6 miliardi di euro attraverso partenariati estesi, Centri nazionali ed ecosistemi dell’innovazione, coinvolgendo oltre 31mila persone, tra cui 12mila nuovi assunti con un’età media di 35 anni.
Altro elemento centrale del confronto è stata la capacità di attrarre e trattenere competenze. In un Paese che nei prossimi anni dovrà fare i conti con una progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa, investire sul capitale umano significa creare le condizioni per una crescita della produttività. Oggi l’Italia destina all’istruzione il 3,9% del PIL, contro il 4,7% della media OCSE, mentre la spesa in ricerca e sviluppo si ferma all’1,37% del PIL, rispetto al 2,1% della media europea. Numeri che si accompagnano a divari territoriali ancora significativi e alla difficoltà di trasformare pienamente la conoscenza prodotta in innovazione e occupazione qualificata.
“Il PNRR ha impresso una spinta fondamentale alla modernizzazione del Paese, ma per garantire uno sviluppo duraturo dobbiamo affrontare un nodo cruciale: il valore del lavoro e delle competenze. L'innovazione e la trasformazione tecnologica possono esprimere il loro pieno potenziale solo se accompagnate da un adeguato riconoscimento economico delle competenze. Oggi i nostri giovani qualificati affrontano divari salariali significativi rispetto al resto d'Europa, persino all'interno delle grandi realtà multinazionali, come testimonia anche il recente rapporto Ocse. Se vogliamo che le infrastrutture e gli investimenti del PNRR generino crescita reale, dobbiamo creare nei nostri territori un ecosistema capace non solo di produrre innovazione, ma di offrire retribuzioni competitive e lavoro di qualità per trattenere le migliori risorse”, ha dichiarato Gaetano Manfredi, Presidente dell’ANCI.
“Il Rapporto è pensato quale piattaforma utile ad alimentare un confronto pubblico sui nodi che più incidono sulla crescita e sulla coesione del Paese. L'incontro di ieri su scuola, università, ricerca, talenti, tecnologie e intelligenza artificiale ha messo al centro del confronto temi troppo spesso trascurati nel dibattito pubblico, sui media e nelle agende politiche. I dati su abbandono scolastico, livelli di apprendimento, scelta degli istituti e conseguimento della laurea mostrano che la scuola rischia di non essere più quell’ascensore sociale che i Costituenti avevano immaginato: l’abbandono scolastico è del 22,7% tra chi ha genitori con la licenza media, ma scende al 5,9% tra i figli di diplomati e al 2,3% tra i figli di laureati; in quinta superiore gli studenti provenienti da famiglie avvantaggiate ottengono in italiano quasi 30 punti in più. Il punto di partenza familiare e territoriale continua a pesare troppo sul punto di arrivo. Allo stesso modo, un Paese che vede partire molti giovani qualificati, ne richiama pochi e ne attrae ancora meno non può più fare a meno di una strategia nazionale per i talenti. E sull’intelligenza artificiale, procedere con sperimentazioni pubbliche frammentate, senza standard comuni e senza un disegno nazionale, significa disperdere opportunità decisive, tanto più dopo gli avanzamenti infrastrutturali realizzati con il PNRR. Su questi temi il Rapporto formula proposte, numerose e documentate”, ha commentato Roberto Garofoli, curatore del Rapporto “Le leve per la crescita”.
Il tema riguarda direttamente città e territori, chiamati a svolgere un ruolo sempre più importante nell’attrazione delle competenze. L’Italia si colloca infatti al 34° posto su 38 Paesi per capacità di attrarre lavoratori altamente qualificati. Tra il 2011 e il 2024 circa 630mila giovani italiani hanno lasciato il Paese, mentre nel ventennio 2004-2024 il saldo tra partenze e rientri è negativo per oltre 800mila persone. La capacità di invertire questa dinamica dipende dalla qualità dei servizi, dalla mobilità, dall’accesso alla casa, dai servizi per le famiglie e dalla possibilità di costruire relazioni professionali e sociali.
Strettamente collegato è il tema della trasformazione tecnologica. Durante il PNRR l’Italia ha rafforzato in modo significativo le proprie infrastrutture digitali, arrivando a una copertura 5G del 99,5% delle aree abitate e portando la copertura delle reti VHCN dal 34% al 66% tra il 2020 e il 2024. La sfida riguarda ora la capacità di utilizzare queste infrastrutture e le nuove tecnologie, a partire dall’intelligenza artificiale, per ripensare processi e servizi.
L’incontro ha aperto un percorso di confronto che ANCI intende proseguire nei prossimi mesi con i soggetti coinvolti. A partire dalle analisi e dalle proposte del Rapporto “Le leve per la crescita”, il percorso proseguirà con nuovi appuntamenti dedicati alle infrastrutture e ai servizi strategici e con ulteriori approfondimenti sul sistema produttivo del Paese.
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