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Auto elettriche usate: le batterie durano più di quanto si creda e un nuovo algoritmo dà il giusto valore ai veicoli

Pubblicato il nuovo studio di Motus-E e Quattroruote Professional

Economia
Auto elettriche usate: le batterie durano più di quanto si creda e un nuovo algoritmo dà il giusto valore ai veicoli
(Teleborsa) - L’auto elettrica mantiene quasi il 90% di capacità delle batterie anche dopo più di 80.000 chilometri: una percorrenza oltre la quale la naturale diminuzione dell’efficienza rallenta drasticamente, portando il valore intorno all’80% dopo circa 200.000 km. Questa longevità, che smentisce uno dei luoghi comuni più diffusi sulla mobilità elettrica, si riflette in un valore residuo delle auto che può essere sensibilmente superiore rispetto alle attuali quotazioni.

Proprio su quest’ultimo aspetto si concentra lo studio "Quanto vale un’auto elettrica usata? La risposta è nella batteria", realizzato da Motus-E e Quattroruote Professional, che – per la prima volta – ha visto impiegato il nuovo algoritmo proprietario di Quattroruote Professional in grado di allineare le quotazioni dell’usato elettrico al reale stato di salute delle batterie delle auto (state of health, SoH).

Lo strumento si rivela particolarmente importante perché la capacità degli accumulatori si attesta mediamente sopra l’87% della capacità originale anche dopo circa 7 anni di utilizzo. Significa che le variazioni dell’autonomia saranno sostanzialmente impercettibili nell’uso quotidiano anche nel lungo termine, e che le quotazioni devono essere in grado di intercettare questa realtà.

Tali performance degli accumulatori, osservate su migliaia di casi reali e finora mai adeguatamente prese in esame, si traducono in una differente valorizzazione delle auto elettriche di seconda mano. Fino ad oggi, infatti, queste sono state valutate utilizzando modelli derivati dal mondo dei veicoli a combustione. A differenza dei mezzi endotermici, tuttavia, le vetture elettriche presentano una minore usura delle componenti meccaniche, mentre il parametro che più influenza prestazioni, autonomia e valore economico nel tempo è proprio lo stato di salute della batteria (SoH).

Per questo Quattroruote Professional ha sviluppato un modello innovativo che mette in relazione diretta lo stato di salute della batteria e il valore residuo del veicolo. L’algoritmo proposto corregge la quotazione dell’usato quando lo SoH rilevato si discosta di oltre il 3% rispetto al livello atteso, premiando le vetture con batterie in condizioni migliori e penalizzando quelle che presentano un degrado superiore alla media.

L’applicazione del modello a un caso reale, riportato integralmente nello studio, evidenzia nel concreto il ruolo dello SoH sul valore economico di un’auto elettrica usata. La simulazione, effettuata su una vettura di segmento D premium, mostra chiaramente come l’adozione di un algoritmo specifico per i veicoli elettrici porti a una stima più accurata rispetto ai tradizionali modelli utilizzati oggi.

Lo studio evidenzia inoltre come il tema dello SoH sia ancora scarsamente valorizzato nelle compravendite: oggi meno del 3% degli annunci di auto elettriche usate riporta infatti informazioni sullo stato di salute della batteria.

Una mancanza che limita la trasparenza del mercato e impedisce a venditori e acquirenti di conoscere il valore reale del veicolo, facendo convergere erroneamente le quotazioni verso il basso. In questo modo, peraltro, chi opera sul mercato non può beneficiare di un importante vantaggio dei veicoli elettrici, ossia la possibilità di verificare in modo estremamente puntuale lo stato del suo componente essenziale: la batteria.

Alla luce delle evidenze raccolte, Motus-E propone di integrare il parametro SoH nei modelli di calcolo del valore residuo e di introdurlo in tutti gli annunci di vendita delle auto elettriche usate attraverso un formato standardizzato e verificabile.

"Lo studio smentisce uno dei luoghi comuni più diffusi sull’auto elettrica: quello sulla durata delle batterie", dichiara Francesco Naso, segretario generale di Motus-E. "Oggi il mercato dell’usato non valorizza adeguatamente la longevità degli accumulatori, perché le auto elettriche di seconda mano vengono ancora valutate seguendo modelli plasmati per i veicoli a combustione", aggiunge Naso. "Senza informazioni sullo stato di salute delle batterie (SoH), a pagare sono sia i venditori, che non vedono riconosciuto il valore reale del veicolo, sia gli acquirenti, che non possono scegliere con piena consapevolezza".

Grazie a questo studio, Motus-E e Quattroruote Professional compiono un passo importante verso la definizione di nuovi standard per il mercato delle auto elettriche usate, promuovendo un sistema di valutazione in grado di riflettere il reale stato del veicolo e il valore effettivo della sua batteria.
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