Il petrolio rimbalza con nuove tensioni a Hormuz e stima di un ulteriore calo delle scorte
In attesa dati definitivi EIA di oggi
(Teleborsa) - Il petrolio rimbalza in scia ai ravvivati timori sullo Stretto di Hormuz e ai dati dell'industria statunitense che indicano un ulteriore calo delle scorte.
Il future sul Brent con scadenza dicembre 2026 torna in area 110 dollari al barile, segnando un rialzo dell'1,1%, mentre quello sul WTI con pari scadenza guadagna l'1,3% a 99 dollari.
I fatti
Una superpetroliera con a bordo oltre 2 milioni di barili di greggio è esplosa e andata in fiamme dopo aver colpito una mina navale a sud dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito da Al Jazeera e Iran International.
La Marina delle Guardie Rivoluzionarie ha dichiarato in una nota che l'imbarcazione aveva disattivato i sistemi radar e di navigazione, ignorando gli avvertimenti ricevuti mentre cercava di transitare attraverso quella che Teheran considera una rotta meridionale non autorizzata. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre sottolineato che armatori ed equipaggi impegnati nel Golfo Persico e nel Golfo dell’Oman saranno ritenuti responsabili e riceveranno una "ferma risposta" se utilizzeranno percorsi non autorizzati, violando le restrizioni di sicurezza nello stretto.
I dati preliminari
In attesa dei dati definitivi in uscita oggi pomeriggio, l'American Petroleum Institute, finanziato dall'industria petrolifera, ha riferito che le scorte di greggio sono diminuite di 4,9 milioni di barili la scorsa settimana, secondo un documento visionato da Bloomberg. Se confermati dai dati ufficiali odierni, si tratterebbe della terza contrazione settimanale consecutiva. In calo anche le scorte di benzina e distillati.
La view degli analisti
I prelievi negli Stati Uniti confermano i segnali di una "sempre maggiore scarsità" delle forniture globali e sostengono i prezzi, afferma Yutaro Nishi, analista senior di Rakuten Securities, aggiungendo che i prezzi potrebbero aumentare in caso di ulteriori interruzioni delle forniture intorno a Hormuz.
Gli attacchi alle navi vicino a Hormuz sono aumentati fino a 12 a settimana, rispetto ai due-quattro registrati durante l'estate, riportano gli analisti di Morgan Stanley, mentre la banca d'affari rivede al rialzo le proprie previsioni per il Dated Brent. I flussi di petrolio attraverso il canale rimangono stabili, attestandosi intorno ai 12 milioni di barili al giorno, risultando invece in calo di circa 4 milioni di barili al giorno rispetto al picco recente, hanno aggiunto.
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