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Barclays: mercati sotto pressione tra AI e petrolio

Le preoccupazioni sugli investimenti nell'AI e le tensioni energetiche prevalgono sui solidi risultati aziendali

Finanza
Barclays: mercati sotto pressione tra AI e petrolio
(Teleborsa) - Le preoccupazioni per gli investimenti nell'intelligenza artificiale (AI) e il rialzo dei prezzi dell'energia stanno condizionando i mercati finanziari, nonostante risultati aziendali ancora solidi e indicatori economici che segnalano una crescita resiliente. È quanto emerge dall'ultimo rapporto Global Economics Weekly di Barclays, secondo cui le pressioni inflazionistiche legate all'energia potrebbero spingere le banche centrali verso ulteriori rialzi dei tassi, anche se Federal Reserve, Banca centrale europea e Bank of Japan dovrebbero mantenere invariati i tassi nelle riunioni della prossima settimana.

I timori sugli investimenti nell'AI prevalgono sui solidi risultati aziendali
La stagione delle trimestrali sta mettendo alla prova la fiducia degli investitori nel settore dell'intelligenza artificiale. Secondo Barclays, se in passato risultati superiori alle attese erano sufficienti a dissipare i dubbi sul comparto, ora il mercato presta maggiore attenzione alla sostenibilità degli ingenti investimenti necessari per sviluppare le infrastrutture AI.

Le preoccupazioni si sono intensificate dopo i risultati di Meta. Sebbene i conti del terzo trimestre abbiano superato le attese, la società ha rivisto al rialzo le previsioni di spesa in conto capitale, portandole a 135-145 miliardi di dollari. Per finanziare gli investimenti prevede di emettere una nuova classe di azioni senza diritto di voto. Inoltre, ha registrato un flusso di cassa libero negativo per 2,1 miliardi di dollari, il primo deficit di questo tipo in oltre un decennio.

Per Barclays, i risultati delle prossime settimane saranno determinanti per capire se le preoccupazioni sulla sostenibilità del ciclo di investimenti nell'AI si attenueranno oppure continueranno a pesare sui mercati. Tra le società attese alla prova dei conti figurano Alphabet, Microsoft, Amazon, Intel, SK Hynix e Samsung.

Il petrolio alimenta le preoccupazioni
Le incertezze sull'AI si sommano al rialzo dei prezzi energetici e alle relative conseguenze sull'inflazione. Venerdì il Brent ha raggiunto 116 dollari al barile, il livello più alto dal picco di fine aprile.

Secondo Barclays, l'intensificazione degli attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita, le persistenti aggressioni alle petroliere e l'incertezza sulle possibili mosse dell'amministrazione statunitense dopo le elezioni di metà mandato stanno alimentando un significativo premio geopolitico sul prezzo del petrolio. Il calo delle scorte contribuisce inoltre a mantenere i rischi orientati al rialzo nel breve periodo.

Le tensioni si riflettono anche sul mercato del gas: i prezzi europei di riferimento TTF rimanevano sopra i 90 euro per megawattora al momento della pubblicazione del report. Anche i margini di raffinazione si mantengono ben al di sopra della media storica.

L'aumento dei costi energetici accresce il rischio di una nuova accelerazione dell'inflazione, sia attraverso la componente energetica sia tramite effetti indiretti sugli altri prezzi al consumo, complicando il compito delle banche centrali.

I titoli di Stato beneficiano della ricerca di sicurezza, ma la Francia è sotto pressione
Le preoccupazioni per il settore tecnologico hanno favorito una riduzione dei rendimenti dei principali titoli di Stato, sostenuti dalla domanda di beni rifugio. Negli Stati Uniti, il rendimento dei Treasury decennali è sceso al 5% a fine settimana, dal 5,1% precedente.

Secondo Barclays, il movimento riflette soprattutto uno spostamento delle preoccupazioni degli investitori: dai rischi di inflazione verso quelli di un rallentamento della crescita. In caso di ridimensionamento delle aspettative sull'AI, i titoli governativi potrebbero tornare a svolgere una funzione di copertura rispetto alle perdite azionarie.

Esiste tuttavia un elemento di vulnerabilità. Le aspettative di crescita alimentate dall'AI avevano contribuito a sostenere la fiducia nella capacità delle economie di gestire gli elevati livelli di debito pubblico. Un rallentamento economico potrebbe invece ampliare i deficit e aumentare il fabbisogno di emissioni, limitando la capacità dei titoli di Stato di proteggere i portafogli.

In Europa, la pressione si è concentrata soprattutto sulla Francia. Mentre i titoli di Stato statunitensi, giapponesi e tedeschi hanno beneficiato della domanda di sicurezza, il rendimento dei titoli francesi OAT ha raggiunto il 5% per la prima volta dal 2002. Lo spread rispetto ai Bund tedeschi ha superato temporaneamente i 170 punti base.

Barclays riconduce la debolezza francese anche alle specifiche vulnerabilità politiche del Paese e sottolinea che, in uno scenario di peggioramento della crescita globale, resta incerto quali titoli sovrani possano offrire una copertura efficace e in quale misura.

I PMI di ottobre indicano una crescita ancora resiliente
Gli indicatori congiunturali continuano a segnalare una tenuta dell'attività economica, sostenendo le aspettative di persistenti pressioni inflazionistiche.

Negli Stati Uniti, l'indice composito preliminare PMI di S&P Global è rimasto sostanzialmente stabile a 57,6 punti in ottobre, con il manifatturiero a 56 e i servizi a 57,9. Per Barclays, questi livelli sono coerenti con una crescita superiore al potenziale anche all'inizio del quarto trimestre.

Nel Regno Unito, il PMI composito è salito a 53,1 punti dai 52 di settembre, sostenuto anche dalle vendite legate agli investimenti nell'AI e dalla domanda di servizi tecnologici.

Nell'area euro, invece, l'indice è sceso di 1,2 punti, a 51,9, indicando un rallentamento sia nei servizi sia nel manifatturiero, pur rimanendo in territorio espansivo. Le pressioni sui costi degli input sono aumentate, mentre gli indicatori dei prezzi di vendita hanno rallentato, segnalando che le imprese continuano a subire una compressione dei margini.

La prossima settimana, i dati sul PIL del terzo trimestre e sull'inflazione statunitense saranno determinanti per valutare la tenuta della crescita e l'evoluzione delle pressioni sui prezzi.

Barclays prevede per gli Stati Uniti una crescita annualizzata del PIL del 2,6% nel terzo trimestre, contro il 3% atteso dal consenso, pur sottolineando l'elevata incertezza della stima. Per settembre, la banca stima un aumento mensile dello 0,35% dell'indice core PCE, che esclude alimentari ed energia, corrispondente a un incremento annuo del 3,1%.

Per l'area euro, Barclays prevede invece una crescita del PIL dello 0,3% su base trimestrale, in rallentamento rispetto al secondo trimestre ma sostanzialmente in linea con il potenziale dell'economia.

Le banche centrali alzeranno i tassi, anche se non la prossima settimana
Barclays prevede che la Federal Reserve mantenga i tassi nell'intervallo 3,75%-4% nella riunione del 28 ottobre, nonostante il rafforzamento delle ragioni a favore di una stretta monetaria.

I dati sull'inflazione al consumo e alla produzione di settembre indicano che le pressioni sui prezzi non si sono ancora attenuate. Tra i fattori di rischio figurano il trasferimento dei maggiori costi energetici ai prezzi di fondo, la resilienza dei consumi e le pressioni sui prezzi associate agli investimenti nell'AI.

La banca ritiene tuttavia improbabile un rialzo immediato, anche perché diversi esponenti della Fed hanno ridimensionato le aspettative di una stretta a ottobre. Con i mercati che attribuivano una probabilità inferiore al 10% a un rialzo al momento della pubblicazione, una mossa restrittiva avrebbe potuto provocare ulteriore volatilità a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato.

Barclays si aspetta due dissensi favorevoli a un rialzo da parte dei presidenti delle Federal Reserve regionali Beth Hammack e Lorie Logan, con la possibilità che si aggiungano Neel Kashkari o Christopher Waller.

La banca prevede un primo rialzo a dicembre, a condizione che i dati su inflazione e attività economica rimangano solidi, seguito da un altro intervento a gennaio. La comunicazione della Fed dovrebbe sottolineare che l'inflazione non sta ancora convergendo verso l'obiettivo in modo sufficientemente chiaro e rapido e che saranno necessari ulteriori dati prima della prossima decisione.

BCE: rialzo a dicembre dopo una pausa a ottobre
Per la Banca centrale europea, Barclays prevede tassi invariati nella riunione del 29 ottobre, con il tasso sui depositi al 2,50%.

La decisione rifletterebbe la valutazione secondo cui lo shock energetico rientra ancora nello scenario centrale delineato dalla revisione della strategia monetaria del 2025, che prevede una risposta misurata e graduale.

L'attività economica ha mostrato una resilienza incoraggiante negli ultimi mesi, sostenuta dalle politiche fiscali e dalla domanda collegata al ciclo globale degli investimenti nell'AI. Tuttavia, i prezzi energetici più elevati e l'inasprimento delle condizioni finanziarie aumentano i rischi al ribasso. I dati su vendite al dettaglio e produzione industriale indicano inoltre un'attività ancora debole.

Barclays non si aspetta cambiamenti sostanziali nella comunicazione della BCE, che dovrebbe mantenere un approccio basato sulle singole riunioni e senza fornire indicazioni vincolanti sulle mosse future.

La banca prevede un rialzo di 25 punti base a dicembre, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,75%, in territorio moderatamente restrittivo, dove dovrebbe rimanere fino al 2027. Un ulteriore rialzo nel primo trimestre del prossimo anno potrebbe diventare necessario se le prospettive energetiche dovessero peggiorare.

Bank of Japan: pausa in attesa di valutare lo yen e l'inflazione
Barclays prevede che la Bank of Japan mantenga il tasso di riferimento all'1,25% nella prossima riunione, con otto voti favorevoli e uno contrario. Il membro del consiglio Takata dovrebbe dissentire a favore di un rialzo.

La banca si aspetta una revisione al rialzo della valutazione sull'inflazione sottostante, che dovrebbe essere considerata coerente con l'obiettivo del 2%. Il governatore Kazuo Ueda dovrebbe tuttavia sottolineare la necessità di valutare gli effetti cumulativi della stretta monetaria, dopo il rialzo di settembre.

Il sondaggio Tankan di dicembre sarà importante per valutare le condizioni finanziarie e le aspettative d'inflazione prima della successiva riunione.

Barclays prevede che la Bank of Japan continui a rialzare i tassi a dicembre e a marzo e luglio 2027, fino a raggiungere un livello terminale del 2%. La pressione sullo yen e le preoccupazioni statunitensi per la debolezza della valuta giapponese potrebbero spingere la banca centrale a procedere più rapidamente rispetto al ritmo di circa un rialzo ogni sei mesi osservato in precedenza.

Sul fronte delle previsioni, Barclays si aspetta una leggera revisione al rialzo della crescita reale giapponese per l'anno fiscale 2026, allo 0,7%. Le stime sull'inflazione di fondo per il 2027 dovrebbero invece salire, anche per gli effetti ritardati delle tensioni in Medio Oriente e delle maggiori quotazioni petrolifere.

Dopo i dati di settembre, la banca ha rivisto al rialzo le proprie previsioni per l'inflazione core-core al 2,2% nel 2026 e al 2,3% nel 2027. Per l'inflazione core, le nuove stime sono rispettivamente del 2,5% e del 2,6%.

La politica resta un fattore rilevante
In vista della prossima legge di bilancio autunnale del Regno Unito, Barclays non si aspetta cambiamenti significativi nel quadro fiscale.

L'analisi condotta con l'Institute for Fiscal Studies indica che il margine di bilancio dovrebbe essere sufficiente a rispettare la regola fiscale del governo senza nuove misure di consolidamento.

Il cancelliere John Healey potrebbe introdurre interventi mirati a sostegno delle famiglie, tra cui il congelamento dell'accisa sui carburanti e la possibile eliminazione della quota fissa delle bollette del gas. Le misure potrebbero essere finanziate con interventi di entità limitata, fra cui una possibile tassa sulle banche.

I negoziati tra Russia e Ucraina restano difficili
La ripresa dei contatti diplomatici tra Russia, Ucraina e Stati Uniti rappresenta un passo positivo, ma le distanze sulle questioni fondamentali restano ampie. Tra i nodi principali figurano i territori, le garanzie di sicurezza e l'eventuale adesione dell'Ucraina alla NATO.

Barclays sottolinea inoltre che l'assenza di un dialogo diretto tra Russia e Unione europea continua a ostacolare una soluzione più ampia del conflitto.

Sul terreno, la situazione ucraina rimane difficile a causa degli attacchi russi alle infrastrutture critiche, delle interruzioni nella condivisione di informazioni di intelligence e delle preoccupazioni sulle scorte di intercettori Patriot. Circa 40 miliardi dei 70 miliardi di euro necessari per la difesa ucraina nel 2027 risultano ancora privi di copertura finanziaria. La questione sarà al centro del vertice straordinario dell'UE del 26-27 novembre.

Elezioni in Brasile e Israele
In Brasile, il ballottaggio presidenziale tra Luiz Inácio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro si presenta incerto. I sondaggi indicano un sostanziale equilibrio tra i candidati, con un lieve vantaggio per Bolsonaro in alcune rilevazioni.

In Israele, le elezioni generali del 27 ottobre potrebbero confermare una situazione di stallo politico, con difficoltà per Benjamin Netanyahu e per il blocco di opposizione nel raggiungere una maggioranza stabile. Il risultato dipenderà anche dalla soglia di sbarramento del 3,25% e dalle eventuali rinunce di candidati nelle fasi finali della campagna.

Barclays segnala inoltre che un'eventuale escalation geopolitica, compresi possibili attacchi contro l'Iran dopo le elezioni statunitensi, potrebbe influenzare gli sviluppi politici israeliani.

Trump cerca di contenere i prezzi dei carburanti prima delle elezioni
L'amministrazione statunitense sta cercando di ridurre i prezzi di benzina e diesel in vista delle elezioni di metà mandato di novembre.

Barclays richiama la decisione di allentare alcune sanzioni contro la Russia e le notizie sulla ripresa delle esportazioni russe di diesel verso Turchia e Brasile. Inoltre, il segretario di Stato Marco Rubio ha visitato l'India, dove ha fatto tappa al complesso di raffinazione di Reliance Industries a Jamnagar, nella prospettiva che possa contribuire a raffinare maggiori quantità di greggio venezuelano.

Il complesso ha una capacità di lavorazione di 1,4 milioni di barili al giorno, pari a circa l'1,5% della capacità globale di raffinazione.

Resta tuttavia elevata l'incertezza legata al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo le indicazioni riportate da Barclays, Washington e Tel Aviv starebbero preparando possibili attacchi contro l'Iran dopo le elezioni di metà mandato, un'evoluzione che potrebbe mantenere alta la tensione sui mercati energetici.
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