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BCE, continua la stretta dei criteri di concessione del credito alle imprese

Atteso ulteriore inasprimento nel quarto trimestre

Banche, Finanza
BCE, continua la stretta dei criteri di concessione del credito alle imprese
(Teleborsa) - Le banche dell'eurozona hanno segnalato un ulteriore inasprimento netto dei criteri di concessione del credito per i prestiti o le linee di credito alle imprese nel terzo trimestre del 2026. Lo rileva la Banca centrale europea (BCE) nel bank lending survey (BLS) per il mese di ottobre 2026.

Le banche hanno inoltre segnalato che i criteri di credito sono invariati per i prestiti alle famiglie per l'acquisto di immobili mentre si è registrato un ulteriore inasprimento netto per il credito al consumo e altri prestiti alle famiglie.

Per le imprese, l'inasprimento netto ha superato le aspettative riportate nella precedente indagine, in scia a una maggiore percezione del rischio e a una ridotta tolleranza al rischio da parte degli istituti, con alcuni di questi che hanno segnalato una crescente pressione a causa dell'incertezza geopolitica e degli sviluppi nel settore energetico.

Per il quarto trimestre del 2026, le banche prevedono un ulteriore inasprimento dei criteri di concessione del credito alle imprese, con una stretta significativa sia per i mutui immobiliari che per il credito al consumo.

Tra i dati interessanti, si è registrato un aumento netto della quota di richieste di prestito respinte per tutte le categorie di mutuatari, maggiore comunque per il credito al consumo rispetto ai prestiti alle imprese e ai mutui ipotecari.

Nel terzo trimestre, le banche dell'area euro hanno segnalato una diminuzione netta della domanda di prestiti o linee di credito alle imprese. Questo calo si è discostato dalle aspettative delle banche, che prevedevano un aumento nelle precedente indagini, e ha fatto seguito a un lieve aumento netto nel secondo trimestre. La domanda di prestiti è stata frenata principalmente dal livello generale dei tassi di interesse. A incidere leggermente sulla domanda di prestiti sono state anche la minore domanda di investimenti fissi da parte delle piccole e medie imprese e il passaggio a fonti di finanziamento alternative.

La domanda di mutui ipotecari ha visto un forte calo netto, più marcato rispetto al secondo trimestre e superiore alle aspettative espresse nel precedente sondaggio. A determinare tale dinamica è stato principalmente l'aumento dei tassi di interesse, seguito dal calo della fiducia dei consumatori e dal peggioramento delle prospettive del mercato immobiliare.
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