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Crédit Agricole in Italia, utile a 1,53 miliardi nei nove mesi: oltre il 19% dei profitti del gruppo

Gestione caratteristica +7%, cost/income al 43,4%

Banche, Finanza
Crédit Agricole in Italia, utile a 1,53 miliardi nei nove mesi: oltre il 19% dei profitti del gruppo
(Teleborsa) - Il Gruppo Crédit Agricole in Italia ha chiuso i primi nove mesi del 2026 con un utile netto di 1.526 milioni di euro, di cui 1.266 milioni di pertinenza del Gruppo. L'Italia si conferma così secondo mercato domestico del gruppo francese, con un contributo superiore al 19% degli utili complessivi.

La gestione caratteristica sale a 2.272 milioni di euro (+7,0%), grazie a ricavi per 4,0 miliardi (+4,5%) e a costi contenuti a 1,7 miliardi (+1,4%). Il cost/income si attesta al 43,4%. Le masse complessive ammontano a 453 miliardi di euro (+1,0%): i finanziamenti sono pari a 105 miliardi (+3,9%) e la raccolta complessiva è stabile a 348 miliardi. Il Gruppo conta oltre 6 milioni di clienti e 16.000 persone in Italia.

Il Gruppo Crédit Agricole Italia ha registrato nello stesso periodo un utile netto consolidato di 708 milioni di euro, in crescita del 2,1%. Il risultato assorbe integralmente il maggiore impatto fiscale derivante dall'ultima Legge di Bilancio, che ha fatto salire le imposte sul reddito del 18,7%. Il risultato ante imposte è aumentato del 7,3%.

I proventi si sono attestati a 2,4 miliardi di euro (+3,6%). Il margine di interesse è cresciuto del 2,7%, con un'accelerazione nel terzo trimestre (+4,6%). Le commissioni nette sono salite del 6,1%, trainate dalla componente gestione, intermediazione e consulenza (+9,0%). Gli oneri operativi ammontano a 1,2 miliardi (+1,4%): l'aumento delle spese amministrative e degli ammortamenti (+8,9%) riflette gli investimenti in tecnologia, innovazione e cybersecurity previsti dal Piano di Medio Termine ACT 2028. Il risultato operativo lordo cresce del 5,7%, con un cost/income al 48,8%. Sul fronte della qualità del credito, le rettifiche nette sono diminuite del 2,8% e il costo del credito si è attestato a 29 punti base. Lo stock di crediti deteriorati netti è sceso del 13,6% rispetto a fine 2025. L'NPE ratio lordo è al 2,4% (dal 2,6%), quello netto allo 0,9% (dall'1,1%).

I finanziamenti alla clientela raggiungono 68 miliardi di euro (+2,8%), sostenuti dai prestiti alle imprese (+9,6%) e dai mutui casa (+4,3%). Il risparmio gestito supera i 59 miliardi (+5,1%), la raccolta amministrata cresce del 4,9% e la raccolta diretta si porta a 80 miliardi (+2,7%). Le nuove erogazioni di mutui residenziali ammontano a 3,1 miliardi (+4,2%), in controtendenza rispetto a un mercato in contrazione. I nuovi finanziamenti a medio-lungo termine alle imprese salgono a 4,8 miliardi (+23%) e i collocamenti di wealth management a 10,4 miliardi. Nei nove mesi la banca ha acquisito 152 mila nuovi clienti, il 38% tramite canali digitali.
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