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BoE alza i tassi al 4%, primo rialzo dal 2023. Bailey: "non è inevitabile" una serie di strette

Inflazione vista verso il 5% entro metà 2027

Finanza
BoE alza i tassi al 4%, primo rialzo dal 2023. Bailey: "non è inevitabile" una serie di strette
(Teleborsa) - La Bank of England (BoE) torna ad alzare i tassi per la prima volta da oltre tre anni. Il Comitato di politica monetaria (MPC) ha portato il tasso di riferimento al 4% con un rialzo di 25 punti base, deciso con 8 voti contro 1. L'unico dissenziente avrebbe voluto un aumento di 50 punti base, al 4,25%. Il consensus si aspettava invece una spaccatura 7-2, con due membri favorevoli a lasciare i tassi invariati. A chiedere una stretta più decisa è stata Catherine Mann.

Energia e inflazione al centro della decisione

La banca centrale sottolinea che il conflitto in Medio Oriente è ormai al nono mese e che i prezzi globali dell'energia hanno continuato a salire da livelli già elevati. L'inflazione britannica è salita al 3,5% a settembre e dovrebbe arrivare intorno al 5% entro la metà del prossimo anno, per poi scendere con l'esaurirsi dell'effetto base sull'energia e grazie a una politica monetaria restrittiva.

Secondo la BoE, gli effetti di secondo impatto su altri prezzi e sui salari sono ancora scarsi, ma la pressione inflazionistica accumulata giustifica un rialzo. A rafforzare la scelta hanno contribuito dati sull'attività economica nel complesso più solidi del previsto. L'MPC continuerà a decidere riunione per riunione, monitorando in particolare la trasmissione dei prezzi dell'energia a salari, strategie di prezzo e capacità inutilizzata dell'economia.

Bailey: ogni mese senza una soluzione accumula pressione

In conferenza stampa il governatore Andrew Bailey ha spiegato che, per ora, i dati mostrano pochi segnali di un passaggio dei rincari energetici agli altri beni e servizi. Ha però avvertito che "ogni mese che passa senza una soluzione al conflitto" fa crescere la pressione inflazionistica, e il rialzo serve a limitarne l'impatto. Il rischio, ha aggiunto, è che l'effetto si estenda al resto dell'economia.

Bailey ha però precisato che la mossa di oggi non va letta come la prima di una serie: un percorso di rialzi "non è inevitabile". Allo stesso tempo non ha sottoscritto la lettura di uno scenario "two and done", cioè due rialzi e poi stop, e ha detto di vedere argomenti a favore di un ulteriore intervento da 25 punti base. Ha evitato di indicare se la prossima mossa potrà arrivare a dicembre o a febbraio, ribadendo l'approccio riunione per riunione e la speranza di avere un quadro più chiaro il mese prossimo.

Sugli sviluppi geopolitici delle ultime 48 ore il governatore ha invitato alla prudenza, data l'estrema volatilità della situazione: servono più elementi per capire se si sia avviato un vero processo di pace. Bailey ha anche ricordato che l'inflazione colpisce soprattutto chi ha redditi bassi o è in cerca di lavoro, in particolare quando riguarda beni essenziali come l'energia.

La vicegovernatrice Clare Lombardelli ha osservato che gli shock geopolitici sono sempre più frequenti. Quelli dal lato dell'offerta sono particolarmente difficili da gestire, perché colpiscono insieme produzione e inflazione. Attività e occupazione si sono dimostrate robuste, ma resta da capire fino a che punto famiglie e imprese possano continuare ad assorbire le pressioni, anche comprimendo i margini. Il Regno Unito, come economia aperta di medie dimensioni, è esposto ma non in modo unico: l'inflazione, ha ricordato, sta salendo in tutto il G7 per effetto dell'energia.

Gli analisti: tono hawkish, ma il mercato esagera

Per Daniel Siluk, Head of Global Short Duration & Liquidity di Janus Henderson, il voto 8-1 è stato più risoluto del previsto, e la revisione al rialzo delle stime d'inflazione è sostanziale. Siluk invita però alla cautela nel leggere la decisione come l'avvio di un ciclo prolungato. A suo giudizio la BoE si sta di fatto "assicurando" contro gli effetti di secondo impatto e protegge la propria credibilità, mentre bollette, mutui elevati e condizioni finanziarie più rigide dovrebbero frenare la domanda. Un ulteriore rialzo appare sempre più plausibile, ma resta da vedere se si concretizzerà la stretta molto più lunga prezzata dalla curva. Per questo Janus Henderson mantiene una visione relativamente positiva sulla duration britannica nei tratti più lunghi.

Più netta la lettura hawkish di Jamie Niven, Senior Fund Manager di Candriam. Ripartizione dei voti, forward guidance e stime contano tutte in quella direzione: il rialzo non è stato presentato come "preventivo", la banca non ha preso le distanze dalle attese di mercato, che prezzano altri tre aumenti, e il picco d'inflazione è ora stimato al 4,9%, sopra le previsioni della maggior parte degli operatori. Candriam si aspetta un altro rialzo nelle prossime riunioni, ma giudica eccessivo il picco prezzato dal mercato. Nel breve, osserva Niven, le quotazioni dipenderanno soprattutto dai prezzi delle materie prime legati al conflitto. La casa resta neutrale sulla parte breve della curva UK, in attesa di posizionarsi su un ciclo che si rivelerà, a suo avviso, inferiore alle attese.
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