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Martedì 19 Novembre 2019, ore 17.30
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Alieni

La strana sorte di r* e di u*

Alessandro Fugnoli
Alessandro Fugnoli
Strategist ed esperto in economia, fa parte dal 2010 del team Kairos Partners SGR come responsabile de "Il Rosso e il Nero"
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Nei racconti di fantascienza l'autore si trova ad affrontare il problema di che nome dare agli alieni. Agli alieni umanoidi delle saghe spaziali si possono dare nomi esotici (Firaxan, Ssi-Ruuk, Hrarf-Hrarfy) ma ancora pronunciabili. Se però si esce dal fantasy antropomorfico e si va nell'esobiologia vera e propria, alle forme di vita profondamente aliene vanno dati nomi ancora più misteriosi e indecifrabili. Per rendere l'idea, r* e u* andrebbero benissimo.

Gli appassionati sanno che, nella nostra realtà terrestre, r* è il tasso d'interesse neutrale (quello che non spinge né frena l'economia). Sanno anche che r* è ontologicamente parente di u*, il tasso naturale di disoccupazione (quello che non fa salire l'inflazione salariale e che una volta si chiamava Nairu).

Sia r* sia u* (come del resto l'output gap) sono creature aliene. Popper distingueva tre mondi, il Mondo 1 fisico, il Mondo 2 mentale e il Mondo 3 fatto di teorie scientifiche, miti e creazioni artistiche. I nostri amici r* e u*, benché uno dei due si definisca naturale, non appartengono al Mondo 1 per la stessa ragione per cui il diritto naturale (che si contrappone a qualcosa di innaturale che pure si trova in natura) tanto naturale non è, altrimenti verrebbe da sé e non ci sarebbe bisogno di invocarlo.

Insomma, i nostri amici appartengono al Mondo 3. Sono astrazioni o addirittura, a volere essere critici, sono creature mitologiche o angeliche. Ricordano il lavoro di quei fisici teorici che creano a tavolino universi fatti di equazioni e che sono universi possibili, ma non necessariamente reali. Il modello prevede una galassia in un certo punto x, poi si va a vedere e la galassia non c'è, ma il fisico teorico rimane tranquillo, perché il suo modello è internamente coerente ed è questo che conta per lui.

Ci siamo goduti il crollo delle borse alla fine dell'anno scorso perché r* e u* avevano iniziato a lampeggiare molto forte. Era da più di un anno che il tasso di disoccupazione americano (ma anche tedesco e giapponese) era sceso sotto il suo livello cosiddetto naturale ed erano molti anni che il tasso di policy stava sotto il suo livello neutrale. Powell aveva raccontato in uno dei suoi primi discorsi da governatore che r* e u* gli ricordavano i simboli zodiacali.

Era un modo per dire che andavano presi con le pinze. A un certo punto però, all'inizio di ottobre, si è spaventato e ha cominciato a prenderli molto sul serio. La sua paura ha contagiato il mercato, che è precipitato, fino al punto che Powell si è impaurito della sua paura e ha fatto una spettacolare marcia indietro, culminata ieri con una ridefinizione, vulgo manipolazione, di r* e di u*, oggi dichiarati più bassi di quello che si pensava.
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