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Il debito pubblico italiano: la storia, la genesi, le cause, i problemi. Una via di soluzione?


La sperimentazione dell'euro nel 2000 ci fa ben sperare per uscire dal tunnel del debito, ma quasi subito il periodo bellico dell'inizio del nuovo secolo e la finanza senza limiti imposta dalla FED, che crea carta moneta dal nulla e la distribuisce a tasso prossimo allo zero, prepara il dramma di Lehman nel 2008. Gli Usa vengono scossi sulla loro strategia di puntare tutto sulla finanza e delocalizzare in Cina la manifattura la cui mancanza li sta strangolando, il ballo della finanza viene avviato senza freni e nel 2011 il paese subisce l'ennesimo attacco monetario con un sistema predatorio che attacca il rating ed innalza lo spread, il debito in tre anni passa da 1830 mld/euro a 2130 mld/euro e di conseguenza il debito raggiunge i 133% del PIL. Anche in questo caso la reale dimensione del debito pubblico dovrebbe essere considerata al netto dell'attacco della finanza priva di ogni fondamento scientifico.

Ora siamo a raccattare quello che abbiamo seminato e quello che ci hanno scaraventato addosso con i problemi di riduzione del debito; abbiamo un sistema di controllo contabile che fa acqua da tutte le parti, ma se non abbiamo sotto controllo la spesa diventa difficile attaccarla e questo è un problema che sta portando allo scontro il governo e la Corte dei Conti ma è del tutto evidente che non possiamo risolvere il problema con lo stesso modello culturale che l'ha creato e qui servono riforme serie e non di facciata. E' necessario italianizzare il debito come ha fatto il Giappone portando la maggiore parte del debito in mani italiane e sottraendolo alla incontrollabile speculazione finanziaria da cui dovremmo difenderci con l'aiuto di un'Europa che sembra la gabbia dei polli di Renzo, ma senza una vera azione di controllo della finanza siamo destinaci a scontrarci con il caos.

Infine possiamo proporre una soluzione innovativa basata sulla possibilità di rendere appetibili i nostri Buoni del Tesoro legando alcune emissioni particolari ad una percentuale di oro definita, potrebbe essere una quota del 20% di buoni legati parzialmente all'oro. Noi siamo tra i paesi a maggiore deposito di oro, ma metà è nelle riserve interne e metà è depositato all'estero negli Usa presso la Fed; si potrebbe emettere così buoni del tesoro vincolati al 20% all'oro depositato presso la Fed come maggiore garanzia di solvibilità rispetto a quella in discussione del nostro paese. I buoni del tesoro legati all'oro presso la Fed potrebbero godere di un rating simile alla tripla AAA ed essere collocati facilmente sul mercato finanziario e certamente più collocabili anche sul mercato interno.

Sono proposte, ma se non si scelgono vie alternative rimaniamo sudditi sottomessi ad una finanza di rapina che ci punisce indebitamente, come possiamo vedere dal rating attribuitoci prossimo alla tripla BBB pur avendo una struttura economica e finanziaria delle famiglie italiane di gran lunga migliore di quella degli Usa in cui il debito familiare è al 100% del PIL come è al 7% del PIL il debito degli studenti. Ma come si spiega che gli Usa alle prese con un debito-monstre abbiano la tripla AAA e noi siamo all'opposto?

Se proviamo a rispondere a questa domanda forse qualche via di uscita dal caos imperante riusciamo a vederla.



(Foto: Onidji - Fotolia/Adobe Stock)
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