Consob sanziona Angelo Di Lorenzo per omesse comunicazioni su partecipazione in EEMS Italia
(Teleborsa) - Consob ha imposto una sanzione amministrativa pecuniaria da 18 mila euro nei confronti di Angelo Di Lorenzo per non aver comunicato il superamento e la successiva discesa sotto la soglia rilevante del 5% nel capitale di EEMS Italia (ora OPS Italia), società quotata su Borsa Italiana.
L'Autorità ha accertato che il 9 giugno 2025 Di Lorenzo, attraverso una società da lui interamente controllata, è arrivato a detenere 773.642 azioni EEMS, pari al 6,18% del capitale, in seguito alla conversione del prestito obbligazionario convertibile emesso dalla società nell'ambito di un programma di finanziamento. Già il giorno successivo, 10 giugno 2025, la partecipazione è scesa a 473.642 azioni, pari al 3,78% del capitale, tornando quindi sotto la soglia del 5%. Di Lorenzo avrebbe dovuto comunicare entrambe le variazioni a Consob entro quattro giorni di negoziazione, ossia entro il 13 e il 16 giugno 2025, ma non ha mai effettuato le comunicazioni dovute.
La sanzione è composta da 12 mila euro per la mancata comunicazione del superamento della soglia, ritenuta la violazione più grave, aumentati di 6 mila euro per l'omessa comunicazione della successiva riduzione della partecipazione. Nel determinare l'importo, Consob ha considerato che la condotta è attribuibile a titolo di colpa, che non sono emersi vantaggi ottenuti o pregiudizi arrecati a terzi e che Di Lorenzo non era mai stato sanzionato in precedenza dall'Autorità. L'interessato, pur avendo ottenuto una proroga dei termini, non ha presentato alcuna difesa nel corso del procedimento.
Di Lorenzo figura anche tra gli indagati dell'inchiesta della Procura di Milano sul gruppo OPS, che comprende Ops eCom (ex Giglio Group), Ops Retail (già Netweek) e Ops Italia (già Eems Italia), i cui titoli sono sospesi dalle contrattazioni da mesi, per presunte frodi sul mercato finanziario da 30 milioni di euro. Tra le ipotesi di reato contestate a vario titolo figurano manipolazione del mercato, ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza, false comunicazioni sociali per le società quotate, formazione fittizia di capitale e malversazione di erogazioni pubbliche. Secondo l'accusa, alcuni prestiti obbligazionari convertibili solo apparentemente risultavano sottoscritti da due società inglesi, mentre il vero investitore sarebbe stato Orion Capital, società ritenuta gestita dall'ex amministratore delegato Ciro Di Meglio e dall'ex direttore generale Luca Carleo, di cui Di Lorenzo è presidente e che gli inquirenti considerano un presunto prestanome.
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