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Cipollone: per nuovi ecosistemi necessaria una moneta della banca centrale in forma tokenizzata

Dal workshop di BCE e Banca d'Italia su asset digitali e politica monetaria.

Economia
Cipollone: per nuovi ecosistemi necessaria una moneta della banca centrale in forma tokenizzata
(Teleborsa) - "La digitalizzazione e la tokenizzazione stanno trasformando i pagamenti e la finanza. Queste innovazioni hanno il potenziale per migliorare i servizi finanziari e ridurre i costi ma hanno anche importanti implicazioni che le banche centrali devono considerare". Così Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo BCE e responsabile del progetto sull'euro digitale, ha aperto il suo intervento al workshop "Digital Assets and Monetary Policy Transmission" organizzato a Roma da Banca Centrale Europea e Banca d'Italia.

Sul ruolo della moneta pubblica nei nuovi ecosistemi, Cipollone ha avvertito: "I mercati basati sulla tokenizzazione e sulla DLT necessitano della moneta della banca centrale in forma tokenizzata come elemento centrale". L'obiettivo dell'Eurosistema, ha precisato, è preservare gli equilibri storici del sistema monetario: "Puntiamo a preservare l'equilibrio tra moneta pubblica e privata, che finora ci ha servito bene e continuerà a farlo nel nuovo ecosistema finanziario basato su DLT e tokenizzazione".

Chiara Scotti, vice direttrice generale di Banca d'Italia, ha aperto i lavori con una lettura storica della fiducia monetaria: "La storia della moneta ci insegna ripetutamente che l'accettazione non si è mai basata solo sul suo valore intrinseco. Ciò che ne sosteneva veramente l'uso era la fiducia nel valore, nella convertibilità, nell'ampia accettazione e nelle istituzioni che la sostengono". La forma della moneta può cambiare – "dal metallo ai depositi bancari, fino ai token digitali" – ma "il principio fondamentale resta invariato": qualsiasi innovazione tecnologica, CBDC, stablecoin o depositi tokenizzati, "non trae valore dalle proprie caratteristiche tecniche come la velocità o la programmabilità, ma dalla solidità dell'architettura istituzionale che la sostiene".

Scotti ha poi avvertito contro i confronti isolati tra strumenti: "Non ha molto senso confrontare CBDC, stablecoin e depositi tokenizzati singolarmente, poiché l'efficacia del sistema dipende da come questi strumenti interagiscono tra loro per preservare la singolarità della moneta". Ha segnalato che, tra le opzioni allo studio, "un'estensione tokenizzata della Sepa potrebbe diventare un'importante area di riflessione, basandosi su un asset europeo distintivo".

La conclusione è stata una sintesi del dilemma regolatorio: "La vera questione non è quale strumento dovrebbe prevalere in astratto. Piuttosto, è quale combinazione di denaro pubblico, innovazione privata e garanzie istituzionali possa supportare al meglio l'efficienza senza sacrificare la fiducia, la resilienza e il controllo monetario".
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