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Extraprofitti, fonti Chigi: nessun veto Ue, Roma punta al confronto tra i governi

Economia
Extraprofitti, fonti Chigi: nessun veto Ue, Roma punta al confronto tra i governi
(Teleborsa) - Dopo le indicazioni arrivate ieri dalla Commissione europea sulla possibilità per i singoli Stati di intervenire sugli extraprofitti del settore energetico, Palazzo Chigi precisa la natura dell'iniziativa italiana e ribadisce la volontà di portare il tema a livello europeo.

Secondo fonti di Chigi, infatti, Bruxelles non è stata interpellata per ottenere un parere o un'autorizzazione vincolante sulla misura e non si può quindi parlare di una bocciatura delle posizioni italiane. La lettera inviata il 22 agosto da Roma, insieme ad altri cinque Paesi Ue, era indirizzata alla presidenza irlandese di turno e rientrava nel percorso di confronto tra i ministri delle Finanze in sede Ecofin.

Le fonti sottolineano che l'Italia continua a sostenere la necessità di un intervento coordinato a livello europeo. Una misura limitata al solo mercato nazionale, spiegano, potrebbe infatti determinare uno squilibrio a danno dell'operatore energetico pubblico e delle imprese italiane rispetto ai concorrenti di altri Paesi Ue non sottoposti a un analogo prelievo.

La precisazione di Palazzo Chigi arriva dopo che la Commissione aveva indicato la competenza degli Stati membri sulla tassazione degli extraprofitti. Per il governo, tuttavia, il punto non è la possibilità di un intervento nazionale, che viene riconosciuta, ma l'opportunità di arrivare a una soluzione comune per garantire condizioni omogenee nel mercato unico.

"Un intervento coordinato a livello europeo è l'unico strumento in grado di garantire equità e neutralità competitiva: facendo contribuire in egual misura tutte le aziende petrolifere ed energetiche che operano nel mercato unico Ue, si evita di creare discriminazioni commerciali e si protegge la competitività del sistema industriale nazionale", sottolineano le fonti di Palazzo Chigi.
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