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Beko, Urso: Leonardo interessata al sito di Siena

Il tavolo al Mimit, i sindacati: "Piano industriale non rispettato".

Economia
Beko, Urso: Leonardo interessata al sito di Siena
(Teleborsa) - Al tavolo di monitoraggio Beko, convocato al Mimit per fare il punto sul piano industriale dell'aprile 2025, il ministro Adolfo Urso ha annunciato l'interessamento di Leonardo alla reindustrializzazione del sito di Siena, con un presidio industriale in grado di assorbire una parte significativa degli occupati, all'interno di un cluster più ampio. Il confronto è nato dai ritardi negli investimenti e nel raggiungimento degli obiettivi di profitto.

Sul fronte europeo, Urso ha detto: "Abbiamo incalzato la Commissione europea affinché adotti misure urgenti e un piano strategico per rendere sostenibile la produzione di elettrodomestici in Europa". Il non-paper italiano, sostenuto da Germania, Francia, Polonia, Spagna e Slovacchia, ha incassato l'impegno della Commissione, confermato da Stéphane Séjourné in una lettera. "Ora occorrono interventi concreti anche per contrastare gli effetti della sovrapproduzione cinese".

Beko ha sostanzialmente confermato il piano per l'Italia, spiegando che il peggioramento del mercato sta determinando un forte calo dei volumi e un rallentamento degli investimenti, mentre proseguono riorganizzazione dei siti e gestione degli esuberi. La sottosegretaria Fausta Bergamotto ha però riferito che sono emerse "alcune criticità nell'attuazione dell'accordo" e che l'azienda è stata richiamata "al pieno rispetto degli impegni assunti".

I sindacati: "Beko viene meno al piano"

Fim, Fiom, Uilm e Uglm hanno denunciato "la carenza di adeguati investimenti di prodotto, volumi produttivi insufficienti e pesante ricorso alla cassa integrazione". A Cassinetta sono "crollate le produzioni della cottura" e si teme la delocalizzazione di alcuni modelli di frigoriferi; a Melano e Comunanza i volumi sono "molto al di sotto dei target". Per i sindacati Beko sta "privilegiando, con una strategia commerciale scellerata, le produzioni a basso costo a detrimento di quelle italiane", e il Governo deve intervenire sulla proprietà turca.

Su Siena hanno invece chiesto una convocazione specifica per chiarire la portata dell'interesse di Leonardo, perché "troppe volte la soluzione è stata data per imminente sui giornali, ma poi smentita e procrastinata". Il tavolo intanto è "solo sospeso" e i sindacati sono pronti a nuove mobilitazioni. Le parti hanno concordato di aggiornarlo tra circa 20 giorni, con un approfondimento stabilimento per stabilimento.
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