(Teleborsa) - Le nazioni del
G7 non hanno ancora raggiunto un
accordo per un
rilascio coordinato delle
riserve strategiche di petrolio, nonostante l'escalation del conflitto in
Iran e il greggio stabilmente sopra i 100 dollari al barile. Secondo quanto riportato da Bloomberg, la Francia — che detiene la presidenza di turno — ha confermato che il gruppo "non è ancora arrivato" a organizzare un intervento globale sulle scorte d'emergenza.
Al termine di un vertice virtuale tra i ministri delle Finanze, il ministro francese
Roland Lescure ha cercato di rassicurare i mercati pur confermando lo stallo decisionale: "Abbiamo concordato di seguire la situazione molto da vicino, siamo pronti a prendere tutte le misure necessarie, incluso l’uso delle
riserve strategiche per stabilizzare il mercato".
Apertura sulla soluzione è arrivata anche da Bruxelles dove il Commissario UE all'Economia
Valdis Dombrovskis ha dichiarato a Bloomberg che i capi delle finanze dell'area euro discuteranno l'opzione del rilascio per "fornire più offerta durante questa interruzione".
Il ricorso alle riserve strategiche, solitamente coordinato dall'
Agenzia Internazionale dell'Energia, resta una misura estrema adottata solo cinque volte nella storia, incluse due risposte all'invasione russa dell'Ucraina nel 2022.
Nel frattempo, il presidente francese
Emmanuel Macron ha proposto da Cipro una
missione marittima "puramente difensiva" per scortare petroliere e portacontainer attraverso lo
stretto di Hormuz non appena la fase iniziale della guerra si sarà attenuata.