(Teleborsa) -
"Soldi alla scuola non alla guerra", "Meno armi, più diritti": sono alcuni degli slogan degli studenti scesi in piazza in diverse città italiane dopo le occupazioni degli istituti dei giorni scorsi. Sono alcune migliaia i ragazzi in corteo a Torino, nel mirino il governo, la presidente del Consiglio Meloni, il ministro dell'Istruzione Valditara e il leader di Futuro Nazionale Vannacci. Manifestazioni anche a Roma, Genova, Venezia, Padova, Treviso, Cagliari.
Molta partecipazione anche a Bari. "Nelle nostre scuole vediamo ogni giorno un'edilizia fatiscente, assemblee di istituto annullate e mancanza di spazi di socialità e democrazia, con tutte le conseguenze dei fondi investiti nel settore bellico e sottratti a scuola, università e sanità a causa delle politiche di questo governo guerrafondaio", dichiarano gli studenti in una nota. I manifestanti puntano il dito contro le iniziative dell'esecutivo nazionale, non in grado di fronteggiare le conseguenze dell'inflazione e del caro-affitti, trasformando le scuole "in scuole-caserme".
Dopo una azione di protesta davanti al ministero dell'Istruzione con cori e lanci di petardi, si è concluso senza tensioni alla Città dell'Altra Economia a Testaccio, il corteo degli studenti a Roma. Le realtà studentesche hanno dato appuntamento a venerdì prossimo, 23 ottobre, per una assemblea pubblica "per organizzare il movimento studentesco" e proseguire la mobilitazione.
Al corteo di oggi, secondo quanto si è appreso dalle forze dell'ordine, hanno partecipato oltre 5mila studenti.