ASviS: Italia lontana dagli obiettivi 2030, ma scenari al 2050 aprono spiragli
Il Rapporto di Primavera 2026 presentato a Milano: solo 11 target su 38 raggiungibili. Imprese High-ESG con ricavi cresciuti del 65% tra 2017 e 2024.
(Teleborsa) - L'Italia mancherà la maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell'Agenda 2030 sottoscritti in sede internazionale. È il quadro tracciato dal Rapporto di Primavera 2026 dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), intitolato "Investimenti e politiche sostenibili in un mondo instabile. Scenari per l'Italia al 2030 e al 2050", presentato oggi nella sede di Borsa Italiana a Milano in occasione dell'apertura della decima edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile.
Secondo le previsioni elaborate da Prometeia in collaborazione con l'ASviS, soltanto 11 obiettivi quantitativi sui 38 analizzati risultano raggiungibili entro il 2030. Il tasso di occupazione è stimato al 71,2% a fronte di un target del 78%; la quota di energia da rinnovabili al 29,4% contro il 42,5% previsto dal RePower EU; il rapporto occupazionale di genere al 77,1%, lontano dal 90% indicato dal Pilastro europeo dei diritti sociali. Persistono inoltre forti disuguaglianze: il 71,3% di chi percepisce una retribuzione inadeguata in Italia è donna, mentre il tasso di occupazione femminile si ferma al 57,4%, venti punti sotto il target europeo.
Il Rapporto rileva tuttavia un'ampia adesione ai temi della sostenibilità: il 90% di studenti e famiglie e l'85% della business community considerano importanti o molto importanti i 17 SDGs.
I dati raccolti documentano vantaggi economici per le imprese che investono in sostenibilità. Secondo l'Istat, le aziende manifatturiere con un profilo elevato di sostenibilità registrano un differenziale di crescita superiore al 16% rispetto a quelle meno coinvolte, con i valori più alti nei comparti alimentare, tessile-abbigliamento e chimico-farmaceutico. L'Istituto Tagliacarne rileva che tra il 2017 e il 2024 i ricavi delle imprese High-ESG sono cresciuti del 65% contro il 55% delle Low-ESG, con un aumento dell'occupazione dipendente rispettivamente del 40% e del 28%. Gli investimenti immateriali delle High-ESG sono saliti del 167%, contro il 97% delle Low-ESG.
Quanto alla finanza sostenibile, gli operatori previdenziali con investimenti sostenibili sono passati da 79 a 95 in un anno, il 99,7% delle imprese assicurative italiane integra criteri ESG e il patrimonio globale dei fondi sostenibili ha superato i 3.900 miliardi di dollari, sestuplicando il valore del 2018.
Le simulazioni al 2050 realizzate dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) con l'ASviS indicano che, in uno scenario business as usual, l'Italia perderà posizioni rispetto ad altri Paesi europei. Politiche coordinate di decarbonizzazione, investimento nell'istruzione, stimolo all'occupazione giovanile e femminile e innovazione digitale potrebbero invece migliorare del 15% l'indice di benessere complessivo.
"Una certa narrazione vorrebbe la sostenibilità 'passata di moda', sacrificata sull'altare della competitività e della difesa - ha dichiarato Enrico Giovannini, Direttore scientifico dell'ASviS - i dati dimostrano invece che è vero esattamente il contrario". La Presidente dell'ASviS Marcella Mallen ha chiesto che "gli impegni assunti a livello nazionale e internazionale siano tradotti in azioni coerenti, misurabili e verificabili".
L'ASviS sottolinea il valore del biennio 2026-2027 sul piano programmatico: la Voluntary National Review che l'Italia presenterà all'ONU a luglio, la revisione della Strategia Nazionale di Sviluppo Sostenibile prevista a fine anno, il Piano di Accelerazione Trasformativa atteso entro maggio 2027 e il nuovo Piano Strutturale di Bilancio di settembre 2027, anche alla luce del Quadro Finanziario Pluriennale europeo 2028-2034.
L'evento inaugurale ha visto i saluti del Sindaco di Milano Giuseppe Sala, dell'AD di Borsa Italiana Fabrizio Testa e della Presidente Mallen, oltre ai keynote di Piero Cipollone (BCE), Mariangela Zappia (ISPI) e Paolo Gentiloni. I panel hanno riunito rappresentanti di KPMG, IMPact SGR, S&P Global Ratings, Fondazione Cariplo, SACE, Cassa Depositi e Prestiti, MEF, Ufficio Parlamentare di Bilancio, Banca d'Italia, Confindustria, Enel e L'Oréal Italia.
```