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A Milano il primo Simposio nazionale della Creator Economy

Il settore vale oltre 4 miliardi di euro e ha un impatto occupazionale di 52mila posti di lavoro

Economia
A Milano il primo Simposio nazionale della Creator Economy
(Teleborsa) - Si è svolto oggi a Milano, presso il Palazzo INPS di Piazza Missori, "We Are Creator Economy", il primo Simposio nazionale dedicato alla creator economy, promosso da ACE – Associazione Creator Economy, nata dalla fusione tra AICDC e AssoInfluencer.

Un’intera giornata di confronto tra istituzioni, creator, piattaforme, media e stakeholder per approfondire presente, criticità e prospettive future di un settore che in Italia vale oltre 4 miliardi di euro annui, rappresenta più del 60% dei ricavi pubblicitari complessivi online e genera un impatto occupazionale stimato in circa 52.000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno.

Ad aprire i lavori l’intervento introduttivo della Presidente di ACE, Sara Zanotelli, seguito dai saluti istituzionali. Nel corso della mattinata è stata presentata ufficialmente ACE – Associazione Creator Economy, con il nuovo assetto associativo e le priorità per il 2026: tutele, standard condivisi, mercato e dialogo strutturato con le istituzioni.

"La creator economy non è più soltanto un trend, ma un settore industriale a tutti gli effetti. Quando un comparto diventa maturo ha bisogno di infrastrutture, regole chiare e una rappresentanza autorevole. Il nostro obiettivo è costruire un ecosistema sostenibile, nel quale creatività, mercato e istituzioni possano dialogare in modo performante, strutturato e continuativo", ha dichiarato Sara Zanotelli, Presidente di ACE. "È un comparto che ha cambiato i paradigmi della comunicazione e che ora si pone in maniera matura sia nei confronti del mercato che delle istituzioni. La community risponde in maniera positiva e curiosa, con un’associazione che cresce sia in termini di numeri che di credibilità", ha aggiunto Mauri Valente, Vice Presidente ACE.

Ampio spazio è stato immediatamente dedicato al quadro normativo, focus della giornata, intorno al dialogo tra associazioni e istituzioni per definire l’applicazione delle Linee guida e del Codice di condotta per influencer adottati da AGCOM. Il confronto ha affrontato in modo operativo i temi di advertising, disclosure, tutela dei minori, affiliazioni, claim e contenuti sensibili, chiarendo cosa cambia concretamente per creator, agenzie e brand.

"Le Linee guida e il Codice di condotta influencer adottati da Agcom sono il risultato di un lavoro condiviso con il settore per costruire un nuovo equilibrio tra libertà di impresa e d’espressione, diritti degli utenti e responsabilità dei creator. Non è censura, ma tutela degli utenti, in particolar modo dei minori e dei consumatori, attraverso regole chiare su trasparenza e correttezza dei contenuti. È anche un riconoscimento della professione di influencer, che valorizza chi opera in modo responsabile e rafforza la fiducia nell’ecosistema digitale", ha dichiarato Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM, a margine del convegno.

Nel corso del dibattito è stato inoltre annunciato l’output pubblico "FAQ Codice di Condotta 2026", che sarà reso disponibile da ACE entro marzo come strumento operativo per il settore.

Lavoro, previdenza e inquadramenti

L’attenzione nei confronti del lavoro creativo e del welfare per i professionisti della creatività che stanno cambiando il paradigma della comunicazione, ha aperto i lavori attraverso l’intervento del Presidente dell’Inps Fava, che ha affrontato gli aspetti previdenziali e fiscali del settore attraverso un appello per creare un patto tra generazioni e istituzioni e per ascoltare le richieste di questo nuovo settore e collaborare insieme per veicolare le campagne Inps.

"Il mondo dei creator è diventato uno dei centri vitali del lavoro contemporaneo. Muove linguaggi, informa milioni di persone e cresce con una rapidità che nessuna istituzione può ignorare. Trecento milioni di professionisti nel mondo, destinati a superare i 550 milioni entro il 2027, e in Italia una larga parte dei brand affida loro la comunicazione. È una realtà ormai strutturale. L’INPS ha iniziato a riconoscerne il profilo con un primo inquadramento. Ora occorre proseguire con rigore, ascolto e tutele adeguate, perché un settore così vivo merita una cornice chiara e all’altezza del suo ruolo", così il Presidente INPS Gabriele Fava.
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