Eni rafforza la piattaforma CCS con oltre 500 milioni di sterline
(Teleborsa) - Eni e Global Infrastructure Partners ('GIP'), parte di BlackRock, partner strategici in Eni CCUS Holding, annunciano che Eni CCUS Holding ha allargato le fonti finanziarie per potenziare la propria piattaforma di progetti di Carbon Capture & Storage (CCS).
Dopo il successo del project finance di Liverpool Bay CCS (LBCCS), l'infrastruttura portante del Cluster di decarbonizzazione industriale HyNet nel Regno Unito, il mercato ha continuato a dimostrare un forte interesse per Eni CCUS Holding, con richieste di partecipazione significativamente superiori all’importo inizialmente previsto. In questo contesto, Eni CCUS Holding si è assicurata una linea di finanziamento superiore a 500 milioni di sterline, concessa da un pool di 13 istituti di credito internazionali (Banco BPM, BNP Paribas, BPER, DNB, ING, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Mizuho, MUFG, NatWest, SMBC, Societe Generale e UniCredit), con BNP Paribas nel ruolo di unico advisor finanziario.
La nuova linea testimonia la forte fiducia che il mercato finanziario riconosce nel disegno strategico di Eni CCUS Holding e nella sua esecuzione, cruciale per contribuire alla decarbonizzazione industriale. L'operazione riflette l'impegno a lungo termine degli azionisti di Eni CCUS Holding, Eni e Gip, e conferma il loro pieno allineamento sul ruolo strategico della CCS nella transizione energetica.
Il progetto LBCCS ha raggiunto la chiusura finanziaria degli accordi con il governo del Regno Unito nell'aprile 2025 ed è attualmente in fase di sviluppo come rete di trasporto e stoccaggio al servizio delle industrie nel Cluster HyNet. Oltre il 30% dei lavori di costruzione è già stato completato, in linea con i programmi originari.
Con una capacità di stoccaggio di 4,5 milioni di tonnellate di CO2 all'anno nella prima fase, e il potenziale di raggiungere le 10 milioni di tonnellate annue nel decennio 2030, LBCCS punta a essere operativo nel 2028, in linea con la timeline degli emettitori industriali appartenenti al Cluster HyNet. Il progetto andrà a stoccare in modo sicuro e permanente la CO2 in giacimenti di gas esauriti situati sotto il fondale marino della baia di Liverpool. Il programma di costruzione prevede l'efficiente riutilizzo di parte delle infrastrutture delle piattaforme offshore e di condotte esistenti, sia onshore che offshore, oltre alla realizzazione di nuove condotte per collegare le industrie nella regione dell'Inghilterra nord-occidentale e Galles del Nord.
Questo finanziamento consentirà inoltre di avviare altre iniziative all'interno del portafoglio di Eni CCUS Holding che includono L-10-CCS in Olanda, uno dei principali siti di stoccaggio dell'Europa nord-occidentale, e il progetto Bacton CCS nel Regno Unito, che ha il potenziale di sostenere la progressiva decarbonizzazione delle industrie nel sud-est del Regno Unito e nell'Europa continentale. Eni CCUS Holding, inoltre, detiene il diritto di acquisire la quota del 50% attualmente detenuta da Eni nel progetto Ravenna CCS in Italia, e potrà integrare ulteriori progetti nel corso del tempo, tra cui la valutazione di nuove iniziative, come parte di una più ampia piattaforma di attività CCS nel medio-lungo termine.
Per Eni l’operazione finalizzata da Eni CCUS Holding rappresenta un ulteriore esempio di successo del proprio modello satellitare, in grado di creare società che attraggono capitali strategicamente allineati per i propri business relativi alla transizione energetica, confermandone il potenziale di crescita e la creazione di valore.
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