Riforma dei medici di famiglia ritirata: salta il decreto legge
Bertolaso annuncia le dimissioni da vicecoordinatore della Commissione salute delle Regioni
(Teleborsa) - Il governo ha fatto marcia indietro sulla riforma della medicina territoriale che prevedeva, tramite decreto legge, l'inserimento dei medici di famiglia nelle Case di comunità e il passaggio alla dipendenza per una parte di loro. La decisione, comunicata dal capo di gabinetto del ministero della Salute Marco Mattei agli assessori regionali, arriva dopo settimane di scontri con i sindacati medici e di tensioni interne alla maggioranza, con la Lega in prima fila nel chiedere un passo indietro.
Il ministero ha precisato che "l'obiettivo resta quello di dare una medicina territoriale più vicina ai cittadini con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di comunità", e che la riforma sarà sostituita da un accordo da approvare tramite emendamento o da inserire nel prossimo atto di indirizzo della convenzione sulla medicina generale.
La retromarcia ha scatenato la reazione dell'assessore alla Sanità della Lombardia Guido Bertolaso, tra i maggiori sostenitori della riforma, che ha lasciato l'incontro con gli assessori regionali annunciando le dimissioni da vicecoordinatore della Commissione salute delle Regioni. Le opposizioni attaccano: "Una riforma annunciata come decisiva viene ritirata perché Fratelli d'Italia, Forza Italia e Lega si sono fatte la guerra", ha detto la capogruppo Pd Ilenia Malavasi. "Inammissibile che il Parlamento sia ignorato così", ha aggiunto Sandra Zampa. La senatrice di Italia Viva Annamaria Furlan ha parlato di "ennesimo capitolo di una sanità governata tra improvvisazioni e retromarce."
Soddisfatti invece i medici di famiglia. "Siamo pronti a un confronto costruttivo", ha dichiarato il segretario Fimmg Silvestro Scotti, mentre Pina Onotri del Sindacato Medici Italiani ha chiesto l'abolizione del ruolo unico e l'eliminazione del debito orario nelle Case di comunità come condizioni per il dialogo.
```