Mercati azionari: tra ottimismo ed euforia eccessiva
Commento a cura di Michele Morganti Senior Equity Strategist di Generali Investments
(Teleborsa) - A seguito dell’annuncio dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, il contesto per i mercati azionari resta nel complesso costruttivo: l’ondata legata all’intelligenza artificiale (AI) sta trainando l’intero comparto manifatturiero, l’economia statunitense si mantiene solida e le economie emergenti hanno dimostrato una resilienza superiore rispetto alle crisi passate. L’Europa ha rappresentato un punto di debolezza, ma il calo dei prezzi dell’energia dovrebbe migliorare nuovamente le prospettive.
I fondamentali societari negli Stati Uniti e nell’Unione Europea appaiono robusti, con una forte generazione di cassa, livelli di leva finanziaria contenuti, elevata redditività e guadagni di produttività in accelerazione. Le revisioni degli utili per azione (EPS) a livello globale hanno registrato un marcato rimbalzo durante la solida stagione degli utili del primo trimestre, grazie a costi unitari del lavoro contenuti e al mantenimento del potere di prezzo, che supportano i margini.
Le valutazioni si collocano al di sopra delle medie storiche, seppure in misura minore in Europa, ma il comparto technology statunitense appare ancora ragionevolmente valutato nel breve termine, con l’AI che continua a rappresentare un potente driver di crescita. I cosiddetti "Magnifici 7" risultano inoltre interessanti anche in termini di rapporto PEG.
Manteniamo un moderato sovrappeso sull’azionario, sostenuto da condizioni finanziarie favorevoli e da una solida pipeline di operazioni di M&A. Anche i nostri modelli di machine learning continuano a privilegiare le azioni rispetto alle obbligazioni. All’interno dell’azionario, prediligiamo le aree con un profilo rischio-rendimento più interessante, tra cui il technology USA, la Germania (DAX e MDAX), le mid-cap statunitensi e selezionati mercati emergenti come Corea, Polonia e Cina.
Su un orizzonte di 12 mesi prevediamo rendimenti totali del 7% per l’S&P 500 e del 9% per i mercati dell’Area Euro, con potenziale di rialzo fino a circa il 13% e il 16%, rispettivamente, nel caso in cui le aspettative sugli utili vengano confermate. I principali rischi sono rappresentati da un possibile aumento dei tassi di interesse e da un ritorno sugli investimenti in AI inferiore alle attese.
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