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BMW, utile netto in calo del 24,4% nei primi nove mesi: pesa la Cina

Tagliate le stime per il 2026

Finanza
BMW, utile netto in calo del 24,4% nei primi nove mesi: pesa la Cina
(Teleborsa) - BMW chiude i primi nove mesi del 2026 con risultati in flessione, penalizzata soprattutto dalla contrazione del mercato cinese e dall'impatto dei dazi statunitensi. Il gruppo tedesco ha registrato ricavi per 92,72 miliardi di euro, in calo del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre l'utile netto è sceso del 24,4%, a 4,32 miliardi di euro, rispetto ai 5,71 miliardi di un anno prima.

L'EBIT del gruppo ha registrato una contrazione del 35,2%, attestandosi a 5,22 miliardi di euro. Il free cash flow del comparto automobilistico si è fermato a 724 milioni di euro, contro i 2,69 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente, anche a causa dell'aumento delle scorte.

Terzo trimestre in calo e Cina sotto pressione
Nel solo terzo trimestre, l'utile netto è diminuito del 14,7%, a 1,45 miliardi di euro, rispetto agli 1,70 miliardi dello stesso periodo del 2025. I ricavi sono scesi del 5,8%, a 30,45 miliardi, mentre l'EBIT del gruppo ha registrato una flessione del 29,7%, a 1,59 miliardi.

Le consegne mondiali di automobili sono diminuite del 6,3%, a 551.075 unità. A pesare è stata soprattutto la Cina, dove le consegne hanno registrato una contrazione del 24,8%, in linea con l'andamento negativo del mercato. In controtendenza Europa e Stati Uniti, che hanno segnato rispettivamente una crescita del 2,6% e del 2,5%.

Nel complesso, da gennaio a settembre BMW ha consegnato 1,71 milioni di automobili, in calo del 4,9%. La flessione più significativa si è registrata in Cina, con una riduzione del 21,8% a 376.444 vetture. Le vendite sono diminuite anche nel resto dell'Asia e del Pacifico (-10,1%), mentre sono cresciute in Europa (+4,5%), Germania (+7,2%), Regno Unito (+3,1%) e America (+2,8%). Negli Stati Uniti l'incremento è stato del 3,4%.

Per quanto riguarda i singoli marchi, BMW ha registrato una contrazione delle vendite del 6,4%, a 1,48 milioni di vetture, mentre Mini è cresciuta del 6,8%, raggiungendo 220.247 unità. In calo del 12,4% le consegne di Rolls-Royce, a 3.592 automobili.

Tagliate le stime per il 2026
I risultati arrivano all'indomani del nuovo profit warning diffuso dal gruppo a mercati chiusi, il secondo dell'anno. BMW ha rivisto al ribasso le previsioni per il margine operativo (EBIT) del comparto automobilistico, che per il 2026 è ora atteso in una forchetta compresa tra -0,5% e +0,5%, rispetto alla precedente indicazione dell'1-3%.

A incidere sulle prospettive sono soprattutto gli oneri legati alle misure di portafoglio e agli interventi strutturali, attraverso i quali il gruppo sta anticipando l'uscita dei modelli precedenti in vista della crescita produttiva della nuova piattaforma Neue Klasse. Il loro impatto sul margine operativo è stimato in circa 2,5 punti percentuali, il doppio rispetto agli 1,25 punti precedentemente previsti. Al netto di questi oneri, il margine operativo resta atteso sopra il 2%.

I dazi statunitensi continuano inoltre a pesare sulla redditività del gruppo. BMW stima un impatto di circa 1,25 punti percentuali sul margine operativo del settore auto, mentre per l'intero esercizio 2025 l'incidenza era stata dell'1,5%.

Elettriche e prospettive industriali
Nei primi nove mesi dell'anno BMW ha consegnato 314.552 auto elettriche, in calo del 2,7% rispetto al 2025. La quota delle vetture elettriche sul totale delle consegne è tuttavia salita al 18,4%, dal precedente 18%.

Nel comparto motociclistico le consegne sono diminuite del 6,1%, a 149.452 unità, mentre il margine EBIT è leggermente migliorato, passando dal 10,8% all'11%. Nei servizi finanziari, i ricavi sono cresciuti dell'1,5%, a 30,15 miliardi di euro, mentre l'EBIT è sceso del 13,2%, a 1,62 miliardi.

Il gruppo prevede inoltre di presentare più di 40 modelli nuovi o rinnovati entro la fine del 2027. Per il margine operativo del settore auto resta confermata la nuova previsione compresa tra -0,5% e +0,5%, mentre il free cash flow automobilistico è atteso sopra i 2,5 miliardi di euro a fine anno.
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