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Ricerca, la Corte dei conti promuove il fondo speciale: gestione in ripresa, ma restano i nodi sui tempi

Economia
Ricerca, la Corte dei conti promuove il fondo speciale: gestione in ripresa, ma restano i nodi sui tempi
(Teleborsa) - La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei conti ha approvato la relazione sul Fondo integrativo speciale per la ricerca (Fisr), gestito dal ministero dell’Università e della Ricerca, destinato a finanziare interventi di rilevanza strategica individuati dal Programma nazionale della ricerca (Pnr) e dai suoi aggiornamenti.

L’istruttoria evidenzia un netto miglioramento rispetto alle criticità riscontrate nel periodo 2014-2017, già oggetto di esame da parte della magistratura contabile. In particolare, viene rilevata una regolare ripresa dell’azione amministrativa, accompagnata da una programmazione sistematica di bandi e interventi, ritenuta idonea a garantire un corretto utilizzo delle risorse e una loro adeguata destinazione, in coerenza con le priorità della ricerca nazionale ed europea.

Secondo la Corte, la chiara definizione di obiettivi, criteri di selezione e meccanismi di monitoraggio ha consentito nel tempo un progressivo impiego delle risorse disponibili, evitando la formazione di giacenze. Restano tuttavia alcuni profili critici: l’allungamento dei tempi di attuazione, dovuto in larga parte alla complessità delle procedure amministrative, e la mancata conclusione dei progetti avviati tra il 2019 e il 2021, aspetti che potrebbero compromettere l’attualità dei risultati sperimentali raggiunti.

Per accelerare la realizzazione e il completamento dei progetti finanziati, la Corte dei conti raccomanda al ministero l’adozione di procedure più snelle e invita a riprendere e portare a termine il progetto di istituzione di un’agenzia nazionale per la ricerca, ritenuta funzionale a un maggiore coordinamento e a una gestione più efficiente delle attività di finanziamento.

In questo quadro, la magistratura contabile valuta positivamente la previsione contenuta nel disegno di legge di bilancio 2026 sulla riorganizzazione del settore della ricerca universitaria. La misura prevede l’introduzione di un piano triennale della ricerca, con un cronoprogramma triennale dei finanziamenti aggiornabile annualmente, e l’aggregazione dei fondi in un unico capitolo di bilancio. Secondo la Corte, queste innovazioni permetteranno una gestione più efficiente delle risorse, tempi di completamento più rapidi dei progetti e il superamento dei limiti legati alla frammentazione dei fondi e alla loro gestione su un singolo esercizio finanziario.
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