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Ucraina, Volenterosi: "Impegni vincolanti se Mosca attaccherà di nuovo"

Meloni: "Roma sostiene la sicurezza di Kiev ma niente truppe"

Economia
Ucraina, Volenterosi: "Impegni vincolanti se Mosca attaccherà di nuovo"
(Teleborsa) - Garanzie "vincolanti" per avere una "sicurezza reale" in caso di bisogno. Ovvero un nuovo attacco della Russia dopo un eventuale accordo di pace. In quella che il presidente francese Emmanuel Macron ha definito "una giornata storica" la coalizione dei Volenterosi, 35 paesi rappresentati a Parigi, hanno varato le controverse "garanzie di sicurezza" per l'Ucraina quando e se sarà raggiunto il cessate il fuoco.

Alla lunga riunione hanno partecipato gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Gli Stati Uniti "monitoreranno" la tregua con un'operazione alla quale gli europei parteciperanno con i militari dei paesi che hanno dato la loro disponibilità. Per ora hanno già firmato Francia e Gran Bretagna, mentre la Germania si è detta disponibile a inviare le sue forze in un paese Nato confinante con l'Ucraina. Giorgia Meloni, invece, – fa sapere Palazzo Chigi in una nota – "nel confermare il sostegno dell'Italia alla sicurezza dell'Ucraina, in coerenza con quanto sempre fatto, il presidente Meloni ha ribadito alcuni punti fermi della posizione del Governo italiano sul tema delle garanzie, in particolare l'esclusione dell'impiego di truppe italiane sul terreno".

"L'incontro, costruttivo e concreto, che ha permesso di confermare un alto livello di convergenza tra Ucraina, Stati Uniti, Europa e altri partner, – si legge nella nota di Palazzo Chigi – è stato dedicato all'affinamento delle garanzie di sicurezza ispirate all'articolo 5 dell'Alleanza Atlantica, come da tempo suggerito dall'Italia. Tali garanzie faranno parte di un pacchetto più ampio di intese, da adottare in stretto raccordo con Washington per assicurare la sovranità e l'indipendenza dell'Ucraina, anche attraverso un efficace e articolato meccanismo di monitoraggio dell'auspicato cessate il fuoco e un rafforzamento delle forze militari ucraine. In tale quadro sono state inoltre condivise da tutti i membri della coalizione l'importanza e la necessità di mantenere alta la pressione collettiva sulla Russia. La volontarietà della partecipazione delle Nazioni della Coalizione alla Forza multinazionale e il rispetto delle procedure costituzionali per le decisioni a sostegno dell'Ucraina in caso di futuro attacco, richiamati nella dichiarazione adottata, riflettono principi più volte ribaditi dall'Italia".

"È importante – ha commentato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa finale all'Eliseo, al fianco di Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz – che la coalizione disponga oggi di documenti sostanziali, e non soltanto di parole". Dopo tanti mesi Zelensky parla di "contenuti concreti" e di una determinazione "per una sicurezza reale". "Vogliamo essere pronti affinché, quando la diplomazia raggiungerà la pace, – ha aggiunto il leader ucraino – potremo schierare le forze della coalizione dei volenterosi". L'Ucraina ha già sufficienti dettagli e sa quali Paesi saranno coinvolti nell'accordo, compreso il contributo che ciascuno di loro fornirà separatamente, ha affermato Zelensky. "Sono stati compiuti progressi anche nelle discussioni con la delegazione statunitense a Parigi in merito al monitoraggio della pace", ha aggiunto.

Saranno "migliaia" i soldati francesi che potrebbero essere dispiegati per mantenere la pace in Ucraina dopo il cessate il fuoco, ha detto ieri sera Macron parlando alla tv pubblica France 2, dopo la fine della riunione dei Volenterosi all'Eliseo. Una volta firmata la pace – ha detto Macron – "noi auspichiamo di poter fornire, primo, sorveglianza, secondo, la partecipazione alla rigenerazione dell'esercito ucraino, e terzo, mostrare la nostra disponibilità a dispiegarci con questa forza multinazionale. Non sono forze che si impegnano in combattimento, è una forza di riassicurazione", una volta firmata la pace. Macron ha parlato, da parte di Parigi, di "potenzialità di diverse migliaia di uomini. Quello che questo vertice di Parigi ha cambiato – ha spiegato Macron – è che per la prima volta, c'è stato un lavoro fra Coalizione dei volenterosi, ucraini e americani, e gli americani hanno detto quello che sono pronti a fare. È questo che è cambiato nelle ultime settimane. Saranno loro a condurre il monitoraggio del cessate il fuoco, cioè tutto quel lavoro che consiste nel verificare se la zone di frontiera è violata o no". Quanto alla ripresa del dialogo con il presidente russo, Vladimir Putin, Macron ha affermato di essere impegnato a "riorganizzare l'attivazione di un contatto nelle prossime settimane".

"Trump non rinnega mai i suoi impegni" ed "è impegnato per l'Ucraina", ha sottolineato l'inviato americano Witkoff. Al suo fianco Jared Kushner che ha parlato di "una tappa fondamentale, molto importante". Ma non significa ancora la pace, ha rimarcato lanciando a palla nel campo di Kiev: "Deve sapere che se accetterà l'accordo sul piano di pace, sarà al sicuro".

Sul fronte operativo, Macron ha spiegato che la forza multinazionale sarà dispiegata dal giorno seguente l'entrata in vigore della tregua, "nei cieli, nei mari e a terra", ma sempre "lontana dalla linea di contatto". I 35 e la controparte americana hanno trovato l'accordo con Kiev per l'entrata in vigore di "meccanismi di sorveglianza della tregua" in Ucraina che "saranno posti sotto la leadership americana", ma "con contributi di diversi stati che hanno annunciato la loro disponibilità" con "una cellula di coordinamento che consentirà di integrare pienamente tutti gli eserciti competenti e che consentirà il coordinamento fra la Coalizione dei Volenterosi, gli Stati Uniti d'America e l'Ucraina". Questo insieme di garanzie, rese operative dai militari dei paesi disponibili dei Volenterosi con il sostegno americano, sono "la chiave affinché mai un accordo di pace possa significare – ha aggiunto Macron – una resa ucraina e mai un accordo di pace possa significare una nuova minaccia" per Kiev da parte della Russia.

Il lavoro non è finito e proseguirà anche oggi: il team americano resterà a Parigi per incontri tecnici e operativi con le controparti dei Volenterosi.

Dettaglio cruciale cruciale dell'accordo è la necessità, anche in Europa, della ratifica dei Parlamenti. La strategia è sintetizzata
in due pagine e quattro punti. Si parte da una prima linea di difesa garantita da un esercito ucraino forte di 800mila uomini. Linea del fronte monitorata dagli Usa attraverso satelliti, droni e sensori. Forza multinazionale di rassicurazione dislocata in Ucraina, di terra mare e aria, anche a garanzia della rigenerazione delle forze ucraine, esauste dal conflitto. Benché qui a guidare saranno gli europei, gli Usa daranno una mano con intelligence e logistica in cui sono più avanzati.

Washington inoltre si impegnerebbe a dar manforte agli alleati nel caso in cui l'Ucraina dovesse essere attaccata di nuovo: una sorta di articolo 5 dell'Alleanza Atlantica. Chi s'impegna con i propri militari, in caso di guerra rinnovata dovrà entrare in gioco "boots on the ground": Londra e Parigi hanno già annunciato "hub militari" nel paese subito dopo la tregua. "Dobbiamo essere chiari: non si tratta di mettere a disposizione un battaglione da stazionare a Leopoli o Kiev ma vuol dire firmare garanzie legali e, se l'accordo sarà violato, bisognerà portare il proprio Paese in guerra", precisa una fonte europea spiegando il senso del vertice.T

Tra gli impegni si parla di "uso di capacità militari" ma anche "intelligence e supporto logistico, iniziative diplomatiche nonché adozione di ulteriori sanzioni". Un menù ampio per permettere ai vari Paesi di scegliere il proprio grado di rischio, anche alla luce delle Costituzioni e delle realtà politiche interne.

Ora resta il nodo dei tempi. Per quanto si dovranno impegnare i partner? Zelensky ha già detto agli Usa che i 15 anni proposti non sono abbastanza ed è chiaro che ci dovrà essere unità d'intenti con l'Europa. Kiev inoltre preme sull'Ue per avere una data d'ingresso nell'Unione, vista come parte delle garanzie di sicurezza (richiesta che cozza con il principio del merito, solitamente applicato).



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