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Family office, allocazioni si spostano verso emergenti e alternativi. Cala fiducia nel dollaro

Il report di UBS

Finanza
Family office, allocazioni si spostano verso emergenti e alternativi. Cala fiducia nel dollaro
(Teleborsa) - Per la prima volta, il 60% dei family office globali prevede di modificare l'allocazione strategica degli asset nei prossimi 12 mesi, segnando il livello più alto mai registrato. È quanto emerge dal consueto UBS Global Family Office Report, report che quest'anno ha attinto alle opinioni di 307 family office in oltre 30 mercati con un patrimonio netto medio di 2,7 miliardi di dollari.

Sebbene i mercati sviluppati rimangano la parte principale dei portafogli, le allocazioni si stanno gradualmente orientando verso i titoli azionari dei mercati emergenti e gli investimenti alternativi, come le infrastrutture, a fronte di una riduzione dell'esposizione al settore immobiliare. Allo stesso tempo, i family office i stanno orientando verso adeguamenti mirati in termini di diversificazione, riflettendo una strategia di investimento disciplinata e orientata al lungo termine.

I conflitti geopolitici rappresentano il principale rischio sia nel breve che nel lungo termine, mentre crescono le preoccupazioni per il debito globale e le minacce di recessione.

"Molti stanno valutando una riduzione dell'esposizione al dollaro statunitense o stanno pianificando una diversificazione a livello regionale, ma gli asset nordamericani continuano chiaramente a rappresentare la quota maggiore delle allocazioni", ha commentato Benjamin Cavalli, Head of Strategic Clients & Global Connectivity di UBS Global Wealth Management.

Scendendo nei dettagli, il 65% dei family office prevede un indebolimento della fiducia nello status di valuta di riserva del dollaro statunitense e molti stanno rivalutando l'esposizione alle attività denominate in USD. Ciò sta determinando una più ampia adozione di strutture multi valutarie, con l'euro e il franco svizzero che emergono come alternative preferite. Per area geografica, il Nord America mantiene la quota maggiore degli investimenti, ma i family office riducono il rischio di concentrazione. Pianificano di aumentare l'esposizione all'Asia-Pacifico, alla Grande Cina e all'Europa occidentale, e mostrano un cambiamento strutturale verso la diversificazione regionale.

L'intelligenza artificiale (IA) resta il tema di investimento principale a livello globale. Il 65% dei family office ha già investito lungo tutta la catena del valore, comprese le infrastrutture dei data center, le piattaforme software e i produttori di semiconduttori. Nonostante le preoccupazioni relative alle valutazioni, i family office intendono mantenere o aumentare la loro esposizione, bilanciando le opportunità con la resilienza.

"L'intelligenza artificiale continua a distinguersi come il tema di investimento determinante di questo decennio - ha affermato Yves-Alain Sommerhalder, Head of Global Wealth Management Solutions di UBS - I family office la stanno affrontando con convinzione e selettività, cercando opportunità lungo tutta la catena del valore e bilanciando al contempo il potenziale di crescita a lungo termine con la disciplina del rischio".

Secondo il report, i family office investono il 37% nel settore dell'energia e delle risorse e il 37% in infrastrutture; inoltre, destinano il 33% alla sanita` basata sull'intelligenza artificiale, per sostenere e ampliare l'adozione dell'IA. Al contrario, le criptovalute e gli asset digitali restano di nicchia: solo il 24% dei family office investe in questi strumenti, di solito con quote inferiori a una cifra. Tra chi investe, le quote medie raggiungono l'1%, ma il 44% considera ora le criptovalute parte dell'allocazione strategica di asset.

(Foto: Towfiqu barbhuiya on Unsplash)
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