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L’Intelligenza Artificiale non distruggerà le assicurazioni, ma le renderà più grandi e più apprezzate

Entro il 2028 l’Intelligenza Artificiale arriverà a valere 500 milioni di euro di investimenti nel settore assicurativo italiano, pari al 25% della spesa complessiva in innovazione

Assicurazioni, Economia
L’Intelligenza Artificiale non distruggerà le assicurazioni, ma le renderà più grandi e più apprezzate
(Teleborsa) - Nel dibattito economico degli ultimi anni una domanda è diventata sempre più ricorrente: l’intelligenza artificiale cambierà radicalmente i settori tradizionali? Il comparto assicurativo è spesso citato tra quelli destinati a essere trasformati, con l’ingresso di piattaforme digitali e big tech in grado di offrire prodotti assicurativi con costi più bassi e una maggiore capacità di analisi dei dati. È una visione suggestiva, ma rischia di essere fuorviante. E' quanto sottolinea Simone Ranucci Brandimarte, Presidente di Italian Insurtech Association.

La realtà è diversa. L’intelligenza artificiale - spiega - non è una tecnologia destinata a sostituire le assicurazioni, ma uno strumento che può potenziarne profondamente la capacità di operare, innovare e crescere. In altre parole, l’IA non rappresenta una minaccia per il settore assicurativo, ma potrebbe diventare uno dei principali fattori di espansione dell’industria nei prossimi anni. Secondo le elaborazioni di Italian Insurtech Association, nel 2026 gli investimenti in intelligenza artificiale nel settore assicurativo italiano raggiungeranno circa 250 milioni di euro, su un totale di 1,65 miliardi di investimenti in innovazione, con una crescita costante della quota destinata all’AI fino a raggiungere 500 milioni entro il 2028, pari a circa il 25% della spesa complessiva in innovazione.

Uno dei principali impatti dell’IA riguarda l’efficienza operativa. Storicamente l’industria assicurativa è caratterizzata da processi complessi: underwriting, gestione dei sinistri, attività antifrode, compliance normativa e relazione con il cliente richiedono strutture organizzative articolate e costi operativi elevati. In questo contesto l’IA interviene con efficacia: algoritmi di machine learning analizzano grandi volumi di dati nella valutazione del rischio, sistemi di image analysis accelerano la gestione dei sinistri, mentre modelli predittivi individuano anomalie nei processi antifrode.

L’adozione di queste tecnologie sta accelerando rapidamente. Oggi oltre il 70% delle compagnie assicurative ha già introdotto o sta pianificando l’implementazione di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale, soprattutto nei processi di gestione dei sinistri, nella valutazione del rischio e nella personalizzazione delle polizze. Riducendo i costi operativi e migliorando l’efficienza dei processi, l’IA consente alle compagnie di offrire prodotti più accessibili e competitivi. Premi più sostenibili e servizi più rapidi possono contribuire ad ampliare il mercato assicurativo, rendendo la protezione più diffusa tra cittadini e imprese.

L’impatto dell’intelligenza artificiale non si limita solo all’efficienza. La tecnologia contribuisce anche a trasformare il modo in cui i prodotti assicurativi vengono progettati e distribuiti. Grazie alla disponibilità di grandi quantità di dati e alla capacità di analizzarli in tempo reale, diventa possibile sviluppare modelli di protezione più personalizzati e dinamici.

La tendenza per le assicurazioni, per restare al passo con le crescenti esigenze dei clienti, - evidenzia Ranucci Brandimarte - è quella di trasformarsi progressivamente da prodotto isolato a servizio integrato all’interno di ecosistemi digitali più ampi. In questi contesti, la protezione assicurativa si combina con servizi di prevenzione, assistenza e monitoraggio continuo del rischio, grazie all’utilizzo di dati, dispositivi connessi e piattaforme digitali. Il risultato è un modello più evoluto, in cui l’assicurazione non interviene solo dopo il danno, ma contribuisce anche a ridurre la probabilità che il rischio si verifichi.

Allo stesso tempo, però, questi ecosistemi generano anche nuove tipologie di rischio, dalla sicurezza informatica alla protezione dei dati, fino alle responsabilità legate all’utilizzo di sistemi automatizzati, che richiedono strumenti di gestione sempre più sofisticati. Questo significa che la domanda di assicurazione è destinata ad aumentare, non a diminuire. Questa trasformazione ha un impatto diretto anche sul capitale umano. L’evoluzione tecnologica del settore sta aumentando la capacità dell’industria assicurativa di attrarre nuovi talenti, in particolare profili digitali, data scientist e competenze STEM, contribuendo a superare una percezione storicamente distante rispetto ai settori più innovativi e rendendo il comparto più competitivo anche nella capacità di attrarre talenti.

In Italia questo tema assume un significato ancora più rilevante. Il nostro Paese presenta infatti un significativo protection gap ed è su questo terreno che tecnologia e innovazione possono avere un impatto decisivo. L’obiettivo non è soltanto rendere le assicurazioni più efficienti, ma anche più inclusive: utilizzare la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale per ridurre le barriere economiche, culturali e burocratiche che ancora limitano l’accesso alla protezione assicurativa.

Riducendo i costi di distribuzione e migliorando la capacità di analisi dei rischi, l’IA può rendere economicamente sostenibili modelli assicurativi più inclusivi: polizze digitali, coperture on-demand, servizi assicurativi integrati e soluzioni più semplici da comprendere per cittadini e imprese. A differenza di quanto avvenuto in altri settori, questa evoluzione non implica necessariamente una compressione dei margini. L’AI, infatti, consente di ampliare il mercato, migliorare la selezione del rischio e sviluppare nuovi servizi, contribuendo a rafforzare – e non a ridurre – la redditività complessiva del settore. Questi ed altri temi sono al centro del confronto tra operatori, come dimostra anche il dibattito che accompagnerà la prossima edizione di "AI & Insurtech – Dalla sperimentazione all’infrastruttura: governare l’AI nel settore assicurativo", promossa da Italian Insurtech Association il 26 marzo a Milano.

La vera domanda che ci si deve porre è quanto potrà crescere l’industria assicurativa grazie all’intelligenza artificiale. In un mondo sempre più complesso, interconnesso e digitale, - conclude il Presidente dell'IIA - il bisogno di gestione del rischio non diminuisce. Aumenta. E in questo scenario l’intelligenza artificiale non sostituisce le assicurazioni, ma le rende semplicemente più efficienti, più accessibili e soprattutto più grandi.
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