BCE, crescita salari medi negoziati attesa in frenata al 2,3% nel 2026
(Teleborsa) - Rallenta la crescita salariale quest'anno, sia considerando i pagamenti una tantum che escludendo questa componente straordinaria. E' quanto rileva l'ultimo sondaggio della BCE, che tiene conto dei contratti collettivi di lavoro in vigore.
L'indicatore, che rappresenta un indicatore di una possibile accelerazione o decelerazione dell'inflazione, segnala una crescita salariale negoziata, che tiene conto dei contratti collettivi in vigore, al netto dei pagamenti una tantum, del 3,2% nel 2025, a fronte di una copertura del 51,5% dei dipendenti, e del 2,3% nel 2026, su una copertura del 43,2%. Rispetto alla pubblicazione di maggio, le stime per il 2026 rimangono sostanzialmente invariate.
L'indicatore che non uniforma i pagamenti una tantum nel tempo, mostra una crescita salariale del 3% nel 2025 e del 2,6% nel 2026. Escludendo completamente i bonus una tantum, la crescita dei salari negoziati rallenta dal 3,8% nel 2025 al 2,6% nel 2026.
In ottica trimestrale, l'indicatore principale della BCE relativo all'andamento dei salari dovrebbe registrare una media dell'1,8% nel primo trimestre, del 2,1% nel secondo trimestre e del 2,6% nel terzo e quarto trimestre. L'accelerazione in corso d'anno - si segnala - dovrebbe riflettere l'attenuarsi dell'effetto dei grandi pagamenti una tantum effettuati nel 2024, ma non nel 2025. Si prevede duinque che questo effetto sia neutralizzato quasi completamente nel corso del 2026.
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