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L'Europa si impegna per la crescita, ma restano le sfide Spagna e Grecia

(Teleborsa) - I 25 Paesi dell'UE, ad eccezione di Londra e Praga, firmano il Patto di bilancio denominato "Fiscal Compact" e scommettono sul rilancio di crescita della Zona Euro.

Ma qual è l'impegno dei Paesi firmatari il Trattato di stabilità? E' presto detto:

Pareggio di bilancio. Entro un anno dall'entrata in vigore del Trattato, gli Stati Firmatari dovranno inserire nell'ordinamento legislativo una norma che prevede che i bilanci delle amministrazioni pubbliche siano in pareggio o in avanzo (massimo scostamento 0,5%) e correttivi automatici dei costi di deragliamento.

Debito pubblico. I Paesi firmatari si impegnano a rispettare il vincolo di un debito pubblico che non superi il 60% del Pil.

Rapporto Deficit/Pil. Lo Stato membro che non riesce a rispettare la regola aurea del pareggio presentando un deficit sopra il tetto del 3%, potrà essere automaticamente sottoposto alla procedura di deficit eccessivo da parte della Commissione Europea.

L'Europa si impegna ora per la crescita, ma la Bce attraverso le parole del suo Presidente Mario Draghi, avverte che "alle due iniezioni di liquidità alle banche, non seguirà una terza" sottolineando che tali operazioni hanno consentito di prendere il tempo necessario ai Governi per mettere in atto le misure necessarie e fare l'aggiustamento fiscale.
Soddisfatto del voto del Patto, il presidente francese, Sarkozy, convinto che aiuterà a voltare pagine e a far uscire di scena la crisi.

Ma sono tante ancora le sfide che i mercati devono affrontare: la scelta di politica economica in Spagna, l'incerta ristrutturazione del debito in Grecia e le infinite discussioni su un potenziamento del fondo di stabilità Esm.

La "ribellione" spagnola è giunta come un fulmine a ciel sereno soltanto poche ore dopo la sigla del Trattato.
Il premier Rajoy ha annunciato di puntare un disavanzo del 5,8% del Pil nel 2012 a fronte del 4,4% concordato dal Governo Zapatero con la Commissione UE. Un caso che rischia ora di creare nuove tensioni sui mercati, appena allentate dall'abbondante liquidità della Banca Centrale Europea.

Sorvegliata speciale resta intanto la Grecia soprattutto dopo l'ulteriore declassamento di Moody's, da "CA" a "C", del debito sovrano di Atene che nella scala dell'agenzia rappresenta l'ultimo gradino prima del default.

Per riprendere le parole del cancelliere tedesco, Angela Merkel, la situazione in Europa "resta fragile" e "non siamo fuori dal tunnel", come dire, non è ancora il tempo di riposarsi sugli allori.
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