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Renzi ha liquidato Letta. Le reazioni del mondo politico

Politica
Renzi ha liquidato Letta. Le reazioni del mondo politico
(Teleborsa) - L'Italia ha bisogno di un nuovo governo per uscire dalla palude. Con queste parole il segretario del Pd, Matteo Renzi, ha di fatto dato il benservito al presidente del Consiglio Enrico Letta.

Dopo Matteo Renzi, il primo a parlare è stato il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda che ha sposato la tesi del sindaco di Firenze, indicando che serve un "Governo che possa durare l'intera legislatura". Il Governo, ha aggiunto, deve avere "un profilo politico innovativo che gli consenta di affrontare le emergenze".

Più cauto nel condividere la linea di Renzi è apparso Gianni Cuperlo che ha chiesto alla direzione di non votare oggi. "Assumendo la linea indicata dal segretario e che il presidente del consiglio ha il compito di valutare, chiedo che la direzione non sia chiamata oggi ad esprimersi con un voto. Sono senza equivoci favorevole a che si prenda atto della volontà del segretario del partito per una svolta necessaria. Ora però si entri nel merito delle questioni e assicuro che il nostro contributo non verrà meno".

Pippo Civati invece ha bocciato Renzi dicendosi "contrario alla strada che stiamo prendendo". "Voterò oggi" ma "non capisco perché cambiando premier dovremmo avere un destino diverso".

Il benservito di Renzi a Letta ha trovato anche l'appoggio del presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Debora Serracchiani: "Non ci si può limitare a prendere atto del documento Renzi, si deve avere la capacità, la forza e il coraggio di votare tutti questo documento. Il cambiamento è dettato da ciò che chiede il Paese". Serracchiani ha quindi invitato il Pd a rispondere il primo possibile "già da domani" perché "non c'è tempo da perdere".

Favorevole anche il capogruppo dei deputati, Roberto Speranza, secondo cui "la grande famiglia del Pd mette sulle sue spalle senza infingimenti la grande sfida delle riforme e del cambiamento del Paese. Questo partito è l'unico che può veramente provare a cambiare l'Italia".

Intanto la maggior parte dei Lettiani ha lasciato la sala che ospitava la direzione del PD per non partecipare al voto sul documento che sfiducia il governo Letta.

Per Scelta Civica la relazione di Renzi "ci ha dato una risposta molto importante". "Chiedevamo chiarezza al Pd e chiarezza abbiamo avuto" ha sottolineato il segretario, Stefania Giannini, "soprattutto sulla linea di radicale cambiamento di cui c'è bisogno".

Dopo aver ascoltato l'intervento di Renzi, il vicepremier Angelino Alfano ha raggiunto Enrico Letta a Palazzo Chigi. Per commentare la nuova situazione politica, il leader di Ncd ha convocato nel tardo pomeriggio una conferenza stampa.

I fedelissimi di Berlusconi insistono affinché il premier si presenti alle Camere per andare alla conta. Il capogruppo di Fi al Senato, Paolo Romani ha chiesto al presidente Napolitano "di prendere atto che il segretario del partito maggiormente rappresentato in parlamento ha confermato l'intenzione di non sostenere più l'attuale compagine governativa e di invitare l'attuale presidente del Consiglio a presentarsi alle Camere".

Per il M5S la crisi si deve votare in Parlamento. Secondo Gianroberto Casaleggio "i governi si sfiduciano e si fanno in parlamento. Quindi deve essere liberamente il parlamento a decidere".
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