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TFR in busta paga, per le imprese costo aggiuntivo fino a 30 mila euro l'anno

Economia ·
(Teleborsa) - Tra le misure allo studio della riforma del mercato del lavoro, nota come Jobs Act, tanto voluta dal premier Matteo Renzi c'è anche la possibilità di inserire dal 1° gennaio 2015 il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) in busta paga.

Per le aziende si tradurrebbe in un costo aggiuntivo annuo che oscilla tra i 3 mila e i 30 mila euro. E' quanto stima l'Ufficio studi della CGIA di Mestre (confederazione degli artigiani). Un costo che, secondo il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi solo pochi imprenditori "sarebbero in grado di farsi carico".

"Premetto che il TFR è una forma di salario differito, vale a dire sono soldi dei lavoratori; tuttavia, considerata la carenza di liquidità che caratterizza attualmente le piccole imprese, sono pochi gli imprenditori che potrebbero disporre delle risorse necessarie per anticipare metà del TFR ai propri dipendenti" ha spiegato Bortolussi. "Non solo: vista la scarsa solvibilità in cui versano, difficilmente le banche sarebbero disponibili a elargire prestiti a soggetti estremamente a rischio d’insolvenza. Queste ultime, lo sappiamo bene, in questo momento prestano il denaro solo a chi ha una certa solidità finanziaria; agli altri, purtroppo, l’accesso al credito bancario è praticamente precluso" ha concluso il segretario della confederazione.
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