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Lunedì 6 Aprile 2020, ore 07.08
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La BCE ha in serbo altre misure straordinarie. La ripresa? solo nel 2015

Economia ·
(Teleborsa) - Dopo quattro trimestri di moderata espansione, sono arrivati due trimestri di stagnazione, ma per il 2015 si prevede una timida ripresa economica. Questo il quadro dipinto dalla Banca Centrale Europea (BCE) nel suo Bollettino mensile, specificando che i risultati delle indagini congiunturali indicano un indebolimento dell’attività economica nel quarto trimestre dell’anno.
Bisogna tenere sott'occhio la domanda interna e le esportazioni, ha aggiunto la Banca centrale, mentre la disoccupazione e l'inerzia nella concessione di prestiti bancari al settore privato potrebbero continuare a frenare la ripresa.

L'Eurotower ha poi ribadito che il direttorio è determinato a ricorrere ad altre misure straordinarie, se fosse "necessario far fronte a rischi connessi con un periodo di bassa inflazione eccessivamente prolungato", e che quanto fatto sinora dovrebbe garantire il raggiungimento del target fissato d'inflazione (2% mentre ora siamo attorno allo 0,3%).
L'inflazione armonizzata, spiega la BCE, dovrebbe rimanere su livelli modesti nei prossimi mesi, per poi aumentare gradualmente nel corso del 2015 e del 2016.

Passando alla politica monetaria il Consiglio direttivo, che ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse, un programma di acquisto di attività cartolarizzate (asset-backed securities, ABS) e un nuovo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite, considera che tali operazioni avranno un impatto notevole sul bilancio dell’Eurosistema, favorendo l'offerta di credito all'economia che a sua volta avrà ricadute positive su altri mercati.

Il Consiglio direttivo, comunque, continuerà a seguire con attenzione i rischi per le prospettive sull’andamento dei prezzi nel medio periodo. In particolare guarderà ai possibili effetti derivanti dall’indebolimento della crescita, dagli sviluppi geopolitici, dall’evoluzione del cambio e dalla trasmissione delle misure di politica monetaria.

La BCE ha deciso poi di intervenire sul recente dibattito tra le nazioni crescita vs austerità, ricordando che "il patto dovrebbe rimanere l'àncora della fiducia nella solidità delle finanze pubbliche, e la flessibilità consentita nell'ambito delle regole dovrebbe permettere ai governi di far fronte agli oneri di bilancio connessi a grandi riforme strutturali, di sostenere la domanda e di realizzare una composizione delle politiche di bilancio più favorevole alla crescita".
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